Che cosa ci ha insegnato la disgrazia di Edo Maas? Probabilmente nulla.


Edo Mass aveva 19 anni e un futuro promettente davanti a sé fino allo scorso 6 ottobre (2019), quando un’auto piombata sul percorso lo ha investito al Piccolo Lombardia. Oggi siede su una carrozzina ma rimane ottimista e fiducioso.

Edo Mass
Fonte foto: Il Giorno

Edo Maas nasce in Olanda il 17 aprile del 2000 e ben presto comincia a pedalare. Va forte. E’ un passista che ama le classiche del nord e non è un caso che da juniores ha vinto la E3 Harelbeke. La sua carriera ciclistica subisce una svolta importante nel 2019 quando riceve la chiamata del Development Team Sunweb. Nel nuovo ambiente Edo fa fatica ad ambientarsi e non brilla come nelle passate stagioni. A fine stagione dopo aver terminato una corsa a tappe in Slovacchia si dirige a Oggiono per disputare il Piccolo Lombardia, una corsa molto ambita per gli Under23 che conclude la stagione.

Edo Mass si stacca sulla salita del Ghisallo e nella successiva discesa inevitabilmente prova a rientrare sui migliori. Mentre procede a oltre 70 km/h con qualche altro corridore si trova improvvisamente un’auto sul percorso di gara, prova ad evitarla ma non ci riesce e si schianta. Nel giro di pochi istanti si è ritrovato a terra dolorante, ma solo in una secondo momento apprende la gravità della situazione. Ha riportato gravi lesioni al viso, al collo mia soprattutto alla colonna vertebrale.

Edo Maas è stato vittima di un terribile incidente che gli è costato caro. Un incidente evitabile ma che purtroppo si è verificato. Dopo lo shock iniziale Edo si è rimboccato le maniche e ha cominciato a guardare al futuro con speranza. Ha deciso di dover lottare per non essere dimenticato, ma soprattutto per evitare che altri incidenti ingiusti come il suo si verifichino di nuovo.

In un’intervista a Sporza ha manifestato la sua rabbia nei confronti dell’UCI, spesso indaffarata a battersi su problemi inutili come la misurazione della lunghezza dei calzini degli aletti e sorda di fronte a problematiche serie e concrete come quelle della sicurezza dei corridori.

Fonte foto: Cycling Magazine

Edo Maas ha cercato di tornare a condurre una vita “normale”. Quest’inverno con l’aiuto di una slitta monosci e due stabilizzatori è tornato a riassaporare la neve fresca sulle piste di Kaunertaler Gletscher. Ha deciso anche di stampare i suoi disegni e fumetti su i vari capi d’abbigliamento del suo brand personale “Eddie Mosa”.

Ma non è tutto perché Edo sta cominciando ad intravedere un po’ di luce grazie ad un’esoscheletro che permette alle sue gambe di muoversi. La gioia per questa notizia è stata tanta al punto tale da pubblicare una foto sui social taggando Usain Bolt, colui che disse:

«Kill them with success and bury them with a smile».

«Uccidili col successo e seppelliscili con un sorriso».

Ieri dopo la caduta di Maximilian Schachmann al Giro di Lombardia a causa di una macchina finita sul percorso di gara, Edo Mass ha espresso la sua rabbia su Twitter. Per uno come lui che porterà per tutta la vita le conseguenze di un terribile incidente evitabile è inaccettabile che questi episodi continuino a ripetersi.

Articolo di Pietro Fasola

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