Che cos’è il passaporto biologico?


Il passaporto biologico (Athlete Biological Passport o ABP) è un documento elettronico individuale in cui vengono raccolti i risultati di tutti i test antidoping, sia del sangue che delle urine, di ciascun corridore per un certo lasso di tempo.

Reportage: viaggio nel mondo del Doping, il passaporto biologico. Prestazioni “sospette” e antidoping

Il passaporto biologico contiene i risultati degli esami del sangue e delle urine, un un profilo ematologico* costruito dai risultati combinati dei parametri ematologici analizzati in una serie di campioni di sangue e un profilo steroideo costituito dai risultati combinati dei livelli di steroidi in una serie di campioni di urina.

* Il profilo ematologico consiste in una serie di prove organizzate in un profilo che consente di stabilire i limiti individuali per ogni corridore. Ogni campione effettuato viene confrontato con i livelli ematologici “normali” dell’atleta, eventuali variazioni significative potrebbe indicare la possibile manipolazione del sangue. Quindi i non emergeranno eventuali sostanze dopanti ma se un corridore sta manipolando il proprio sangue per migliorare le prestazioni non può mantenere un profilo stabile.

Il ciclismo è stato il primo sport ad introdurre il passaporto biologico nel gennaio del 2008 con l’obiettivo di intensificare la lotta al doping. La gestione del passaporto biologico è affidata alla CADF (Cycling Anti-Doping Foundation), un organismo indipendente incaricato dall’UCI (Unione Ciclistica Internazionale) di eseguire i test antidoping.

Il CADF è finanziato direttamente dai team professionistici, corridori, organizzatori e UCI. Ad esempio i team WorldTour (prima divisione) devono versare 134 774 euro, mentre i team Pro Teams (seconda divisione) devono versare 90 203 euro. Se una squadra non rispetta i termini di pagamento viene esclusa dal programma del passaporto biologico e di conseguenza non può partecipare alle gare di categoria WorldTour, al contempo i corridori continueranno ed essere sottoposti ai regolari test. Anche gli organizzatori delle corse devono dare il proprio contributo pagando il 17.51% del montepremi minimo.

Il programma di passaporto biologico include i corridori tesserati per un team professionistico, i corridori provenienti da altri discipline, compresi quelli che vogliono tentare il record dell’ora. I campioni di sangue ed urina possono essere prelevati al termine di una competizioni, durante i periodi di allenamento e durante la stagione non competitiva. I corridori devono essere sempre reperibili e comunicare eventuali spostamenti perché possono ricevere un controllo in qualsiasi momento dell’anno e in qualsiasi luogo. I campioni degli esami sono raccolti dai funzionari di controllo del doping (DCO) e dalle organizzazioni nazionali antidoping (NADO).

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Come vengono analizzati i campioni di sangue per il profilo ematologico?

Ogni campione di sangue è analizzato da un laboratorio accreditato o riconosciuto dalla WADA che ha l’obbligo di caricare i risultati biologici in ADAMS (Anti-doping Administration & Management System). Successivamente il Modello Adattivo aggiorna il passaporto dell’atleta e calcola la probabilità di un profilo longitudinale dei valori dei marcatori supponendo che l’atleta abbia una condizione fisiologica normale. Se c’è un valore fuori dall’intervallo stabilito si approfondisce immediatamente la situazione con altre indagini e/o analisi. La WADA garantisce massima riservatezza e trasparenza.

Un’anomalia nel profilo ematologico può essere sufficiente per aprire un caso di doping?

Sì, il profilo ematologico evidenzia eventuali tentativi di manipolazione del sangue da parte del corridore per migliorare le proprie prestazioni. Se chi conduce la valutazione scientifica del caso sospetta fortemente, tenendo conto delle informazioni contenute nel passaporto biologico, che sia stata usata una sostanza o un metodo proibito informerà il CADF, la WADA e l’UCI che chiederà spiegazioni al corridore interessato prima di aprire un eventuale procedimento disciplinare per un a violazione della regola anti-doping. Se l’irregolarità fosse confermata l’UCI informa anche la squadra, la Federazione Nazionale e il NADO.

Cos’è un profilo longitudinale steroideo?


Lo sviluppo di un profilo longitudinale steroideo segue gli stessi principi del profilo ematologico, salvo che la matrice di analisi è l‘urina. I campioni di urina sono analizzati secondi le normali procedure e anche in questo caso i laboratori accreditati dalla WADA sono obbligati a caricaricare i valori steroidi su ADAMS. Successivamente il modello adattivo sarà applicato per scovare possibili variazioni dovute all’uso di steroidi endogeni (naturali) quali testosterone e/o relativi precursori.

Articolo a cura di Pietro Fasola

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