Tra allenamenti e svago, la quarantena di Alessandro Fancellu


Alessandro Fancellu è un classe 2000, vive a Binago, un paesino in provincia di Como ma più vicino alla città di Varese, e ha terminato lo scorso anno gli studi all’Istituto Tecnico di Agraria di Limbiate (MB). Per adesso ha messo i libri da parte per focalizzarsi sul ciclismo “ma non è detto che mi possa iscrivere alla facoltà di Scienze Motorie e Sportive, stavo valutando questa opzione ma poi a causa del coronavirus ho rimandato la scelta“. Alessandro ha origini sarde come fa supporre il cognome da parte del padre mentre la mamma è valtellinese, “sono uno scalatore ma negli ultimi due anni sono migliorato anche a cronometro e nello spunto veloce che è sempre utile soprattutto negli arrivi in un gruppo ristretto”. Dopo il biennio tra gli juniores con il Club Ciclistico Canturino è passato al team Continental spagnolo Kometa Xstra sotto l’occhio vigile di Ivan Basso e Alberto Contador, ma ha già firmato un contratto biennale, dal 2021 al 2022, con la Trek-Segafredo dove potrà correre al fianco del suo idolo moderno: Vincenzo Nibali, “un corridore da corse a tappe che dà il meglio di se in tutte le corse a cui partecipa, infatti è riuscito a vincere anche la Milano-Saneremo pur non essendo adattissima alle sue caratteristiche”.

Foto presa dal profilo Facebook di Alessandro Fancellu

L’ultima gara che ha disputato quest’anno Alessandro è stato il Tour of Antalya in Turchia a fine febbraio dove ha ottenuto un buon 3° posto nella classifica generale. Ora anche lui è costretto ad allenarsi in casa, “sono sempre seguito dal mio preparatore Carlos Barredo che dalla Spagna ci organizza le sedute su TrainingPeaks. Gli allenamenti sui rulli variano molto di giorno in giorno, a volte faccio una sessione sola mentre di solito faccio una sessione al mattino e una al pomeriggio oppure una seduta di corpo libero o palestra utilizzando ciò che trovo in casa come delle casse d’acqua al mattino e una sessione di rulli al pomeriggio. A parte un giorno a settimana in cui faccio riposo completo ho quasi sempre una doppia attività, di norma al mattino svolgo i lavori specifici mentre al pomeriggio faccio sessioni più tranquille, giusto per pedalare un po’. Per far passare il tempo sui rulli in maniera più rapida e divertente uso Zwift e ascolto la musica, per quello che mi è possibile cerco comunque di fare un po’ di intensità anche in questa situazione. In questo periodo ho l’occasione di dedicarmi maggiormente agli esercizi a corpo libero che durante la stagione tra allenamenti all’aperto e gare trascuro un po’. Nel tempo libero invece guardo serie tv su Netflix oppure gioco con l’XBOX o mi diletto in cucina soprattutto facendo torte per me ma soprattutto per la mia famiglia. Se prima facevo 4 o 5h in bici ora faccio al massimo 3h o poco più di allenamento sui rulli, quindi devo cercare di mangiare un po’ meno in quanto il dispendio calorico è nettamente inferiore”.

“Secondo me allenarsi su strada in questo momento costituisce un vantaggio soprattutto sul piano psicologico mentre se non ci si gestisce bene c’è anche il rischio di stancarsi più del dovuto, in questa fase non bisogna strafare neanche su strada. Quando rincominceremo, pare che potremo farlo da inizio maggio mentre le gare non riprenderanno prima di luglio, la ripresa sarà graduale e incentrata soprattutto all’inizio a fare distanza con una minore intensità che poi crescerà con l’avvicinarsi delle corse, adesso però è difficile fare una gestione degli allenamenti a lungo termine perché sono solo ipotesi. La speranza è quella di tornare a correre quest’anno, comunque sarebbe una buona idea soprattutto per Under23 ed Elite realizzare la proposta di Cassani che prevede di congelare le categorie per questa stagione, però deve essere una cosa approvata da tutte le nazioni altrimenti non funzionerebbe”. Si è anche parlato di fare le gare senza pubblico “ma penso che fare le gare senza pubblico significherebbe che la situazione non è del tutto risolta e quindi sarebbe inutile tornare a correre anche perché escludendo il pubblico c’è comunque tantissima gente che ruota intorno ad una corsa tra organizzatori, staff, atleti,...”.

Grazie ad Alessandro Fancellu per la disponibilità!

Articolo a cura di Pietro Fasola.

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