Tra grinta e determinazione, la quarantena di Michael Belleri


Michael Belleri è un ciclista bresciano di 21 anni che da quest’anno corre per il team Continental Biesse Arvedi, dopo aver frequentato quattro anni di una scuola regionale edile si è dedicato totalmente al ciclismo “iniziando a vedere qualche frutto del lavoro svolto”. Anche lui con l’arrivo del coronavirus ha dovuto stravolgere i suoi programmi, “i primi giorni era tutto nuovo e non riuscivo ad ottimizzare il tempo, ora invece ho trovato la mia routine quotidiana e mi ci sono abituato. Faccio quasi sempre due sedute al giorno sui rulli, una specifica di 1h30′ al massimo e una agile senza lavori di 40/60′; per renderle meno noiose ascolto un po’ di musica o guardo i video di GCN Italia che sono di ottima compagnia. Ogni giorno faccio anche esercizi a corpo libero a cavallo tra la prima e la seconda seduta di rulli, mentre una volta a settimana faccio una bella seduta di palestra con squat e affondi utilizzando quello che trovo in casa e devo dire che mi sono ingegnato parecchio. Il resto del mio tempo lo riempio guardando film o serie TV, sui social e a leggere news sul ciclismo che mi possono essere utili adesso ma anche in futuro”.

Foto presa dal profilo Facebook
di Michael Belleri.

Il giovane bresciano è un passista-scalatore che si trova a suo agio quando le gare diventano molto selettive e non disdegna neppure le fughe che a suo avviso sono uno dei modi più belli di interpretare il ciclismo e non a caso si ispira alle imprese di Thomas De Gendt. In questo periodo non potendosi allenare all’aperto Michael ha dovuto rivedere anche la sua alimentazione, “ho cambiato sopratutto le dosi, sono molto attento al peso e sono riuscito a non mettere su nulla. Alla fine allenandomi meno anche la fame è inferiore, resta solo il rischio di mangiare un po’ più del dovuto per noia ma salvo qualche eccezione solo molto bravo a non cadere in tentazione”.

“Certamente chi si sta allenando su strada ora ha una condizione migliore della nostra e sarebbe avvantaggiato se si tornasse a correre da qui a poco, io invece sono ottimista e siccome da notizie lette in questi giorni pare che prima di luglio sarà difficile tornare alle corse e a maggio dovremmo tornare ad allenarci anche noi, penso che saremo super motivati per allenarci al meglio mentre chi ha continuato ad uscire potrebbe perdere un po’ di motivazioni perché non avendo avuto le nostre restrizioni allenarsi gli sembrerà la normalità. Per noi tornare ad allenarsi all’aperto sarà una liberazione, ma sicuramente inciderà molto anche la reazione personale di ognuno di noi. Anche se ho cercato di mantenere il più possibile la mia condizione sicuramente avrò perso qualcosa, soprattutto nel fondo che è un aspetto fondamentale nel ciclismo; quando potrò tornare ad allenarmi su strada vedrò con la squadra quali programmi seguire. Io sono fiducioso che si possa tornare alle corse, ma l’ipotesi di congelare l’anno e ripartire da zero mantenendo le categorie come stanno non mi dispiace, altrimenti mi sentirei privato di un anno a disposizione per strappare un contratto da professionista. Per quanto riguarda le gare senza pubblico penso che se fosse l’unica opzione si potrebbe anche fare, ma il ciclismo senza pubblico cambierebbe molto, il ciclismo vive di pubblico!”.

Grazie per la disponibilità Michael Belleri !

Articolo a cura di Pietro Fasola

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