Il ciclismo nel mondo ai tempi del COVID-19 – terza puntata


“Il ciclismo nel mondo ai tempi del COVID-19” è la nuova rubrica di Ruoteraggiecatena che ci accompagnerà in questo periodo di stallo, l’intento è quello di scoprire come i ciclisti di tutto il mondo stanno affrontando il coronavirus. Dopo la seconda puntata di ieri che ci ha “portato” in Lettonia, Porto Rico e Cipro, oggi andremo a scoprire la situazione in Tanzania, Stati Uniti e Etiopia.

TANZANIA

Andiamo a scoprire la situazione in questo paese africano con Richard Laizer, il campione nazionale in carica (per conoscere meglio la storia di Richard clicca QUI per leggere l’articolo che gli avevo dedicato la scorsa estate).

“Certo, il virus ha cambiato tutto ciò che riguarda il ciclismo e tutte le attività nel mondo. Questa situazione è triste per tutti i ciclisti, in particolare in Tanzania dove abbiamo poche gare e alcuni di esse verranno annullate. Ad esempio ci stavano preparando per una gara del 19 Aprile ma è stata cancellata. Continuo ad allenarmi ma molto poco perché non ho un obiettivo, quindi non ho motivo di andare a fondo … “. – R.Laizer

English version: “Sure, the virus changed everything about the cycling and all activities in the world. This situation is sad for all cyclists, in particular in Tanzania where we have few races and some of them will be cancelled. For example we were getting ready for a race on 19th April but it’s been cancelled. I am keeping training but very lass because I haven’t a target so I haven’t reason to go deep…” – R.Laizer

STATI UNITI

Per conoscere meglio la situazione negli Stati Uniti ho contattato il corridore macedone Gorgi Popstefanov. Il portacolori del team EuroCyclingTrips di Guam risiede da anni a Washington.

“Vivo a Washington DC negli Stati Uniti. In questo momento posso dirti che siamo i primi nei casi di COVID-19 e penso che molto presto saremo i primi nelle morti, ma spero di no. Lo dico perché si fa molto poco. Ogni stato in America può scegliere di reagire come vuole, quindi alcuni stati sono più severi di altri. Nella mia zona, DC, Maryland e Virginia, la maggior parte degli affari sono chiusi in modo che le persone possano rimanere a casa, ma le persone sono libere di andare all’aperto e molti parchi sono pieni in questo momento. Alcuni dei miei percorsi regolari non sono pedalabili perché ci vanno molte più persone del solito. Per quanto mi riguarda, resto a casa e esco solo per comprare cibo o fare il mio allenamento. Il mio allenamento è lo stesso, ma giro da solo e porto con me il disinfettante per le mani. Se il governo dice che dobbiamo restare a casa, allora userò i rulli e forse farò delle pedalate virtuali. Per ora, sto aspettando regolamenti più severi, ma siamo lenti a reagire negli Stati Uniti”. – G.Popstefanov

English version: “I live in Washington, DC, USA. Right now I can tell you we are first in COVID-19 cases and I think very soon we will be first in deaths, but I hope not. I say that because very little is done. Each State in America can choose to react how it wants, so some states are more strict than others. In my area, DC, Maryland, and Virginia, most business are closed so people can stay home, but people are free to go outdoors and many parks are full right now. Some of my regular routes are unridable with many more users than normal. For me, I stay home and only leave to buy food or to do my training. My training is that same, but I only ride solo and bring hand sanitizer with me. If the government says we must stay home, then I will use my turbo trainer or rollers and maybe do some virtual ridings. For now, I’m waiting for stricter regulations, but we are slow to react in USA” – G.Popstefanov

ETIOPIA

A raccontarci la situazione attuale nel paese dell’Africa orientale è Negasi Haylu Abreha, campione nazionale e  portacolori del team NTT Continental (per conoscere meglio la storia di Richard clicca QUI per leggere l’articolo che gli avevo dedicato la scorsa estate).

“La situazione nel mio paese a causa del COVID-19 non è grave al momento. Però mi posso allenare solo nella mia città chiamata Macallè, non possono andare oltre.” – N.H.Abreha

English version: “The situation in my country due to COVID-19 isn’t dangerous ad the moment. However I can train my self only in my town called Mekele, I cannot go outside it” – N.H.Abreha

by Pietro Fasola

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