Intervista a Francesco Villa, autista del team NTT


Francesco Villa, originario di Calusco d’Adda, è stato un ciclista fino ai dilettanti, poi è rimasto nel mondo del ciclismo prima come meccanico e poi come autista. Da anni lavora al fianco di grandi campioni cercando sempre di metterli a proprio agio e supportarli al meglio, per poter comunicare con loro ha dovuto imparare un po’ di inglese, francese e spagnolo. Franz, questo è il soprannome di Francesco, è stato il meccanico di Gianni Bugno e Paolo Bettini ad esempio, ciò gli ha dato molte soddisfazioni ma anche responsabilità e gli è costato anche qualche notte in bianco per sistemare tutti i dettagli prima di un grande avvenimento.

1- Come e quando ti sei avvicinato al mondo del ciclismo?

Ormai sono 28 anni che sono nel mondo del ciclismo, avevo incominciato a correre perché il ciclismo era la passione di mio padre, anche lui Francesco; ho continuato fino ai dilettanti, poi ho capito che non sarei diventato un fuoriclasse e ho cambiato mestiere. Sono diventato un meccanico di biciclette e ho continuato fino alla chiusura della Mapei nel 2002, poi ho incominciato a guidare i bus per la Bianchi, Quick-Step, Cervelo e Bmc. Dopo tre anni lontano dalle competizioni sono tornato al volante prima con la Tinkoff e poi con la Dimension Data, che da quest’anno si chiama NTT Pro Cycling.

2- Definirti l’autista del team NTT Pro Cycling è molto riduttivo, immagino che la tua giornata tipo durante una corsa sia fitta di impegni, me la racconti?

Oramai gli autisti delle squadre non si limitano più semplicemente a guidare il mezzo. Dobbiamo occuparci di fare la spesa, preparare qualcosa da mangiare ai corridori per il dopo tappa, pulire il bus sia all’esterno che all’interno, fare il pieno e le lavatrici, studiare i percorsi per raggiungere le partenze e gli arrivi e aiutare i meccanici a pulire i mezzi se c’è tempo.

3- Ti è mai capitato che per un imprevisto hai rischiato di tardare alla partenza di una corsa?

Sì, una volta al Tour de France con la Tinkoff si era rotto il bus prima di raggiungere la partenza.

4- C’è un percorso particolare che ricordi come il più difficile che hai dovuto percorrere?

I percorsi più difficili da percorrere con i pullman sono quelli delle tappe dolomitiche, soprattutto perché capita di fare due o tre passi, un percorso molto ostico è quello che porta da Sappada a Corvara. Poi anche alcune tappe alpine del Tour de France possono risultare difficoltose ma non quanto quelle delle Dolomiti. Ormai i bus sono a tre assi e lunghi 14/15 metri, quindi bisogna prestare molta attenzione.

5- Che cosa ti dà maggior soddisfazione nel tuo lavoro?

Ho avuto la fortuna di fare due lavori diversi nello stesso ambiente, prima di fare l’autista infatti facevo il meccanico e devo dire che in entrambi i mestieri mi piace molto il contatto con il corridore, ho lavorato al fianco di grandi campioni quali Gianni Bugno, Michele Bartoli, Paolo Bettini, Alberto Contador, Mark Cavendish e tanti altri . Il mio compito è anche quello di mettere a proprio agio  i corridori, magari anche con un po’ di musica, dopo una pessima giornata; quando hanno dei problemi si confidano e chiedono pareri, quindi il mio compito è anche quello di dargli un po’ di carica e grinta.

6- Qual è la mansione che preferisci e quale ti piace ti meno?

Mi piacciono tutte le mansioni del mio lavoro: dal guidare, al pianificare gli itinerari, al pulire l’interno del bus (docce, bagni,…). Quello che mi piace di meno è sicuramente lavare l’esterno del bus d’inverno quando fa freddo. Durante una gare a tappe il bus viene lavato almeno 18 volte su 21 giorni di gara.

7- Quali sono le tue attività durante i mesi invernali in assenza di corse?

Durante i mesi invernali sono abbastanza fermo, mi dedico soprattutto alla famiglia, ho moglie e due bimbe. Poi in dicembre e gennaio ci sono due training camp con la squadra di circa 10 giorni ciascuno.

8- Quanti giorni all’anno trascorri via da casa?

Circa 180 giorni, ci vuole molta passione anche se ciò che pesa di più è essere lontano dalla famiglia.

9- Come vi organizzate per le trasferte in America, Asia e Oceania? L’organizzazione vi fornisce un bus?

Gli organizzatori di queste corse forniscono tutti i mezzi necessari (dalle macchine ai mini bus), io personalmente non le ho mai fatte da autista. Noi autisti generalmente rimaniamo in Europa dove seguiamo altre corse con i mezzi della squadra. 

10- Qual è la tua gara preferita?

Senz’ombra di dubbio il Giro delle Fiandre.

11- Qual è il luogo più bello che hai attraversato durante una trasferta ciclistica?

All’estero mi sono piaciuti molto Colombia e Messico in particolare. In Europa ci sono molte nazioni belle, soprattutto quelle come Belgio e Francia dove il ciclismo e le corse sono molto seguite. 

12- Per finire, quali sono il tuo piatto, libro e brano musicale preferiti?

Da bergamasco il mio piatto preferito sono i casoncelli alla bergamasca. Come scrittore mi piace molto Giampaolo Pansa, che tra l’altro è scomparso ieri, poi mi piace leggere anche le biografie di ciclisti come quelle su Pantani e Cavendish. Per quanto riguarda la musica apprezzo tutta la musica italiana, poi mi piacciono anche Simply Red, Freddie Mercury e Elton John.

Grazie a Francesco Villa per la disponibilità!

Articolo a cura di Pietro Fasola

Un commento

  1. Grande Franchino, lo conosco fin da piccola, frequentavamo le scuole medie, imperdibile amico di gioghi e scherzi . Diventati grandi siamo sempre in contatto anche grazie ai social .
    Ammiro la sua determinazione ma soprattutto il suo coraggio per affrontare un lavoro lontano dalla sua famiglia. Sei sempre stato un buon esempio di vita .A presto amico mio 😘

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