Tragedie in corsa, una serie infinita


Nella storia del ciclismo si sono verificate numerose tragedie in corsa o in allenamento, a cui si aggiunge anche quella del giovane Bjorg Lambrecht.

Risultati immagini per foto di una terribile caduta in bici

Nel 1935 lo spagnolo Francisco Cepeda perse la vita nel corso dell’ottava tappa del Tour de France precipitando in un burrone nei pressi di Bour d’Oisans. Nel 1937 il francese André Raynaud morì in una competizione su pista ad Anversa. Nel 1950 Camille Danguillaume morì a 32 anni dopo essere stato travolto da una moto nel finale dei Campionati Nazionali francesi di Montlhery. Nel 1951 Serse Coppi, fratello di Fausto, cadde nell’ultimo chilometro del Giro del Piemonte sbattendo la testa sulle rotaie. Morì il giorno seguente. Nel 1956 il belga Stan Ockers, campione del mondo, morì in pista nel velodromo di Anversa. Nel 1960 si consumò una tragedia alle Olimpiadi di Roma. Il danese Knud Jansen accusò un malore durante la 100 chilometri a squadre e successivamente morì. Venne scoperto che prima della competizione fece abuso di farmaci. Dopo questo episodio il CIO introdusse alle Olimpiadi i controlli antidoping. Nel 1967 il britannico Tommy Simpson fu vittima di un malore e morì d’infarto su Mont Ventoux durante il Tour de France. Nel 1969 il francese Josè Samyn si scontrò violentemente con un uomo alla kermesse di Zingem. Nel 1970 il campione del mondo in carica Jean-Pierre Monserè venne investito da una macchina che procedeva in contromano. Nel 1972 lo spagnolo Manuel Galera perse la vita cadendo in una tappa del Giro di Andalusia in Spagna. Nel 1976 un altro spagnolo, questa volta Juan Manuel Santisteban, cadde e perse la vita nella prima tappa del Giro d’Italia. Santisteban sbandò uscendo da una curva e sbattè violentemente la testa su un guardrail. Nel 1984 il portoghese Joaquim Agostinho per evitare un cane in mezzo alla strada, durante la Volta ao Algarve, sbattè la testa e morì dieci giorni dopo. Nel 1986 Emilio Ravasio, a soli 23 anni, morì dopo essere caduto colpendo con la testa un marciapiedi al Giro d’Italia. Morì in ospedale dopo due settimane. Nel 1987 lo spagnolo Vincente Mata venne investito durante il Trofeo Puig. Sempre nel 1987, il belga Michel Goffin entrò in coma per una caduta al Giro dell’Alto Var e morì sei giorni dopo l’incidente. Nel 1991 il dilettante belga Danny Alaerts decedette per via delle profonde ferite riportate in corsa a Haecht. Nel 1992 il giovane giapponese Sirassaka Noriakhi venne travolto da un camion, forse colpevole di non aver rispettato uno stop, mentre si stava allenando per il Mondiale Juniores di Atene. Nel 1993 il diciannovenne spagnolo Josep Gil Betancourt morì in gara a Perpignan, in Francia, per una frattura al cranio. Nel 1994 il 26enne Geert de Vlaeminck, campione del mondo di ciclocross, morì in gara in Belgio. Nel 1995 Fabio Casartelli, campione olimpico di Barcellona nel 1992, cadde lungo la discesa del Portet d’Aspet al Tour de France picchiando la testa su un panettone di cemento. Nel 1995 i colombiani Nestor Mota, Augusto Triana ed Hernan Patino morirono in un incidente stradale mentre si stavano allenando a Manizales. Sempre nel maledetto 1995 perse la vita anche il 22enne dilettante Philippe Marchix durante il Tour dell’Eure. Nel 1999 lo spagnolo Manuel Sanroma perse la vita in una caduta nel finale della seconda tappa della Volta a Catalogna. Nel 2001 i gemelli spagnoli Ochoa vennero travolti in allenamento da una macchina nei pressi di Malaga. Ricardo perse la vita mente Javier rimase invalido. Nel 2003 Andrei Kivilev rimase coinvolto in una brutta caduta nella seconda tappa della Parigi-Nizza. Perse la vita poco dopo nell’ospedale di Sanit Etienne.
Nel 2005 Alessio Galletti morì su una salita delle Asturie mente partecipava alla “Subida al Naranco”. Nel 2006, una caduta alla Sei Giorni di Gand fu fatale allo spagnolo Isaac Galvez. Nel 2009 il 23enne dilettante Fabio Fazio ebbe un malore che gli costò la vita durante il GP Città di Vinci. Nel 2010 Thomas Casarotto venne centrato in pieno, senza via di scampo, da una macchina durante il Giro del Friuli. Nel 2011 il belga Wouter Weylandt cadde e morì, a seguito di un violentissimo impatto con un muretto, nel corso della terza tappa del Giro d’Italia. Nel 2015 l’argentino Sebastian Cancio al termine del “Doble Bragado”, venne ricoverato d’urgenza in ospedale per insolazione e morì dopo due settimane di agonia. Nel 2016 il belga Antoine Demoitiè morì in ospedale a Lilla dopo essere stato investito da una moto nel corso della Gand-Wevelgem. Nello stesso anno perse la vita il 22enne Daan Myngheer, a causa di un infarto durante il Criterium International in Corsica. Sempre nel 2016 perse la vita anche il 23enne francese Romain  Guyot in seguito ad un violento impatto con un camion. Nel 2017 fu Michele Scarponi a perdere la vita. Lo scalatore marchigiano fu vittima di un terribile incidente con un furgoncino mentre si stava allenando. Nel 2018 il belga Michael Goolaerts morì a seguito di un arresto cardio-respiratorio durante la Parigi-Roubaix.

by peterfaso

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