Intervista a Ivan Martinelli


Il corridore abruzzese ha 28 anni, è fortemente legato alla sua terra, è cresciuto giocando a pallone e sogna di partecipare al Giro d’Italia. Da due stagioni milita nella D’Amico-UM Tools.

Caro Ivan….

1- Prima di conoscerti più a fondo, ti chiedo un commento sulla tua prestazione nell’ultima gara, il Giro di Sicilia, andato in scena dal 3 al 6 aprile.

1- La corsa non è andata proprio secondo le mie aspettative, soprattutto per via del maltempo. Ho sofferto molto la pioggia e il freddo nelle tappe di Palermo e Ragusa, ma sono riuscito poi a riscattarmi con la fuga dell’ultima giornata, che è stata molto particolare per tutto il team. L’arrivo sull’Etna è coinciso infatti con il decennale del terremoto dell’Aquila e noi della D’Amico – UM TOOLS abbiamo gareggiato con il lutto al braccio in ricordo delle vittime. Da abruzzese quindi ci tenevo doppiamente a fare bene, ma il gruppo purtroppo non ha concesso spazio alla nostra azione. Nel complesso il Giro di Sicilia ha rappresentato senza dubbio un’esperienza importante per me e penso che mi porterò dentro a lungo il calore che ci ha riservato il pubblico in tutte e quattro le frazioni.

2- Dove abiti?

2- Sono nativo di Lanciano, ma vivo da sempre a Mozzagrogna, in provincia di Chieti.

3- Dove ti alleni? C’è un percorso/salita particolare che utilizzi per testare la tua condizione?

3- Le mie strade d’allenamento sono quelle della provincia di Chieti, che tra l’altro presentano dei percorsi molto vari, ideali per prepararsi bene su qualsiasi tipo di terreno. Le salite su cui sono solito testarmi sono quelle di Passo Lanciano, di Roccaraso e del Blockhaus.

4- Generalmente ti alleni da solo o in compagnia?

4- Il più delle volte capita di allenarmi da solo, anche se, soprattutto nei weekend, trovo sempre degli amatori con cui condividere qualche chilometro. Nelle mie zone ci sono diversi ragazzi delle categorie allievi e juniores, che tuttavia sono più abituati ad uscire il pomeriggio anziché la mattina come faccio io. Tutto è poi subordinato al tipo di lavoro che ho in programma e questo rende difficile svolgere un’intera seduta in compagnia. Nel caso di uscite di pura distanza può succedere di mettersi d’accordo con qualche corridore Under 23 per stare insieme, ma queste situazioni rappresentano più un’eccezione che la regola.

5- Come ti sei preparato durante l’inverno per questa stagione?

5- Da quest’anno ho deciso, in accordo con il preparatore del team Marco Orsini, di inserire il ciclocross nella fase di lavoro invernale. Dedicarmi a questo tipo di attività mi ha dato una grossa mano, perché mi ha permesso di iniziare la stagione su strada con un’ottima base in termini di ritmo e di forza. Devo dire di aver tratto più benefici dal praticare questa disciplina piuttosto che dai classici programmi di allenamento di off-season che ero solito effettuare in passato.

6- Quali sono le tue caratteristiche tecniche?

6- Mi reputo un passista-scalatore, che ha nella resistenza la sua qualità principale. Le salite lunghe e regolari sono infatti le mie preferite, anche se non mi trovo male nemmeno negli strappi più secchi.

7- Quali sono i tuoi obiettivi per la stagione in corso?

7- Innanzitutto l’obiettivo è quello di vincere almeno una corsa. In seconda battuta punterò a dare continuità al mio percorso di crescita e a farmi notare sui percorsi più impegnativi, senza disdegnare, soprattutto nelle gare più blasonate, le fughe da lontano.

8- Sai già a quali corse parteciperai prossimamente?

8- Dovrei essere convocato al Tour of The Alps con la nazionale italiana, anche se al momento sto ancora aspettando la conferma definitiva da parte del CT Davide Cassani*. In seguito tornerò a vestire la maglia del club al Giro dell’Appennino.

*L’intervista è stata realizzata prima delle convocazioni ufficiali che hanno visto l’esclusione di Ivan Martinelli.

9- A quale corsa ti piacerebbe partecipare in futuro?

9- Il sogno sarebbe quello di essere prima o poi al via del Giro d’Italia. È senza dubbio il palcoscenico più ambito per qualsiasi corridore italiano, senza dimenticare che si tratta dell’unico evento World Tour che, negli ultimi anni, ha battuto con una certa costanza le strade del mio Abruzzo.

10- Come ti sei avvicinato al ciclismo?

10- Fino a 13 anni ho giocato a calcio, ma con la bici ho da sempre nutrito un rapporto speciale. Sin da piccolo amavo fare dei lunghi giri in MTB e ad un certo punto ho deciso di provare anche con le gare, facendo il mio esordio con la casacca del GS Guarenna 2000. Il mio feeling con questo sport è nato per puro divertimento e per ragioni strettamente personali, anche perché non provengo da una famiglia di appassionati di ciclismo.

11- Oltre al ciclismo pratichi altri sport?

11- Adesso ovviamente non ho tempo e modo di dedicarmi ad altro, ma prima del ciclismo mi sono dilettato con il calcio, che ho praticato dai 6 ai 13 anni. Già all’epoca avevo un bel fiato e infatti eccellevo soprattutto per le mie doti di passo e di corsa. Non a caso il mio ruolo era quello di ala destra.

12- Qual è il tuo hobby preferito?

12- Mi interesso molto di tecnologia e, in particolare, di apparecchi elettronici. Mi piace molto scoprire cosa c’è dietro al funzionamento di dispositivi come pc, tablet e smartphone, sia a livello tecnico che informatico, che utilizzo molto anche nel quotidiano.

13- Che studi hai fatto? Dove hai studiato?

13- Ho il diploma da geometra, conseguito presso ITCG Enrico Fermi di Lanciano.

14- Come sei riuscito a conciliare lo sport ad alto livello e lo studio?

14- Diciamo che sono stati anni un po’ travagliati, ma pur tra qualche difficoltà sono riuscito a completare senza battute d’arresto il percorso di studi. Il periodo più complicato è stato tra i 4° ed il 5° anno, quando ero nel pieno della mia seconda stagione da Juniores. In estate mi sono ritrovato con un debito e l’esame di riparazione era stato fissato proprio in corrispondenza del Giro della Lunigiana, per il quale ero stato convocato con la rappresentativa regionale abruzzese. Ho dovuto battagliare un po’ con la preside per svolgere il tutto in un’altra data, ma per fortuna la cosa si è risolta per il meglio. Ancora oggi mi ricapita di ripensare con sorriso sia a quell’episodio che, più in generale, ai tempi della scuola. Ho fatto tanti sacrifici e la sera, pur di finire i compiti, magari andavo a letto più tardi di tanti altri ragazzi, ma queste cose mi sono servite a crescere e a diventare la persona che sono ora.

15- Che cosa ti sta insegnando il ciclismo?

15- Innanzitutto il fatto di darsi sempre degli obiettivi e di dover lavorare sodo per raggiungerli. La bici ti insegna che nella vita niente si improvvisa e che dietro ad ogni conquista ci sono tanti sacrifici e tanta strada da macinare. Un altro valore che mi ha trasmesso è quello del rispetto, sia nei confronti dei compagni di squadra che degli altri corridori. In gruppo condividiamo tutti le stesse fatiche ed esistono soltanto avversari, piuttosto che nemici. Sul podio poi sale il singolo, ma nessun successo sarebbe possibile senza il supporto dei gregari, dei tecnici, dei massaggiatori e dei meccanici, che meritano estrema considerazione.

16- Che cos’è il ciclismo per te?

16- Oltre che una grande passione il ciclismo per me rappresenta anche un’occasione per scoprire posti nuovi e per stare a contatto con la natura. La bici mi ha permesso e mi permette tuttora di viaggiare molto, consentendomi di conoscere persone provenienti da realtà e culture differenti. Penso che non ci siano tanti altri sport che ti spingano ad allargare i tuoi orizzonti come il ciclismo e, soprattutto, ad apprezzare il paesaggio che ci circonda. Quando pedali vivi quasi in simbiosi con il territorio e con quello che ti offre, specie quando devi fronteggiare le insidie del vento, della pioggia e delle salite.

17- Come ti vedi tra 4-5 anni?

17- Ovviamente mi auguro di essere ancora in gruppo e di aver fatto dei passi in avanti sotto tanti aspetti. Sento di avere ancora tanto da imparare e, al tempo stesso tanto da dimostrare come corridore. Tra 5 anni, quando ne avrò 34, vorrei potermi guardare indietro con tanto orgoglio per quanto fatto nel mondo del ciclismo.

18- Che lavoro vorresti fare se non fossi ciclista?

18- A riguardo non avrei proprio un’idea precisa, anche perché quando si parla di lavoro devi spesso fare di necessità virtù, soprattutto visti i tempi che corrono. Con tutta probabilità mi piacerebbe comunque fare un mestiere coerente con il mio percorso di studi, restando quindi nell’edilizia e nel settore urbanistico in veste di geometra.

19- Potresti descrivere una tua giornata tipo in un giorno di allenamento?

19- Di solito mi alzo sempre per le 8/8:30, senza neanche il bisogno di mettere la sveglia. Dopo la colazione inizio a prepararmi per l’allenamento, che svolgo sempre tra il mattino ed il primo pomeriggio. Gli orari precisi di uscita non sono fissi e cambiano a seconda dei vari periodi dell’anno. Tra giugno e agosto è meglio muoversi il più presto possibile per evitare le ore più calde, per le 8:30/9 al massimo, mentre nei restanti mesi puoi permetterti di fare le cose con più calma, posticipando la partenza anche alle 10:30. Una volta rientrato a casa mi concedo un po’ di relax e, spesso, esco anche per una passeggiata.

20- C’è un corridore “idolo” a cui ti ispiri?

20- Tra quelli ancora in gruppo il mio preferito è Peter Sagan, ma il mio punto di riferimento è sempre stato Alberto Contador. Penso che per uno scalatore come me rappresenti un vero e proprio modello, sia per il suo stile di pedalata che per il suo modo battagliero di interpretare le corse.

21- Prima di una gara hai qualche rito scaramantico?

21- No, in tutta onestà non sono una persona superstiziosa e non ho routine particolari.

22- Qual è il posto più bello che hai visitato durante una trasferta ciclistica?

22- Devo dire di essere rimasto molto colpito dalla Romania, soprattutto a livello paesaggistico. Ci sono stato per la prima volta lo scorso anno per il Sibiu Cycling Tour e ho apprezzato in particolar modo l’arrivo in quota sul Lago Balea, in una cornice naturale davvero suggestiva. In quella tappa ho anche ottenuto la mia prima top 10 da professionista e anche per questo motivo mi sento piuttosto legato a questa località.

23- Sei bravo ad aggiustare la tua bicicletta?

23- Me la cavo piuttosto bene in tal senso, anche perché mi piace avere cura in prima persona di tutte le parti meccaniche del mezzo. Sono sempre stato geloso delle mie bici e cerco sempre di tenerle il più possibile ordinate e pulite anche a casa.

24- Quali sono il tuo libro ed il tuo brano musicale preferiti?

24- Come preferenze musicali sono molto orientato sui classici italiano ed il mio brano prediletto è “Io vagabondo” dei Nomadi. In quanto a letture mi appassiona per lo più la saggistica sportiva, in particolare quella relativa al ciclismo, ma non ho un titolo favorito rispetto agli altri.

25- Descriviti con 3 aggettivi.

25- Sono una persona calma e riflessiva, a cui non piace affrontare le cose in maniera brusca e arrabbiandosi. Mi reputo poi un tipo preciso e meticoloso, molto attento ai dettagli. L’ultimo aggettivo che mi viene in mente è generoso, sia fuori che dentro le corse.

Grazie ad Ivan Marnelli per la disponibilità!

Intervista a cura di Pietro Fasola da Accra, Ghana.

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