Intervista al massaggiatore Paolo Gallivanone


Paolo Gallivanone, nato a Somma Lombardo (VA) il 4 luglio 1977, è un massaggiatore del team UAE Emirates da due anni. Paolo insieme a molti colleghi fa un grande lavoro dietro le quinte per consentire agli atleti di dare il massimo in gara.

Caro Paolo…..

1- Come ti sei avvicinato al ciclismo? Sei stato corridore?

1- Sì, ho iniziato a correre da esordiente primo anno e ho continuato fino alla seconda stagione da Under23. Sono cresciuto in una famiglia di appassionati di ciclismo in cui mio padre è stato direttore sportivo e mio zio e mio cugino correvano. Quando ho smesso di correre mi sono subito inserito nelle squadre giovanili, juniores, Under23 fino ad arrivare al professionismo.

2- Qual è la giornata tipo di un massaggiatore durante una corsa?

2- La giornata tipo di un massaggiatore è molto impegnativa al contrario di quello che molti pensano, la sveglia è molto presto perché si prepara la tavola per la colazione, poi si preparano i rifornimenti per i corridori (panini, tortine, borracce,..) e i packed lunch per tutto lo staff (DS, meccanici, massaggiatori) del team che segue la corsa. Successivamente si aspirano e si lavano i vetri delle auto prima di partire in direzione della partenza dove capita di fare qualche massaggio, di applicare i tape e di fare assistenza ai ragazzi sul bus. Subito dopo il via si va al rifornimento fisso (dove diamo ai corridori il sacchetto) o a quelli lungo il percorso dove si passano solo le borracce e i gel. Terminata questa fase si anticipa la corsa raggiungendo l’arrivo dove attendiamo i corridori, quando vanno a podio o fanno il risultato o vengono sorteggiati per il controllo antidoping li aiutiamo a cambiarsi. Successivamente si raggiunge l’hotel dove inizia la fase del massaggio che dura dai 50 ai 60 minuti, poi doccia e cena, magari nel frattempo abbiamo fatto le lavatrici. Dopo cena facciamo un’oretta di assistenza agli atleti per assicurarsi che siano a posto, il giorno dopo, nel caso delle corse a tappe rincomincia la routine.

Inoltre molti di noi hanno la patente C e guidano anche il camion, io ho sia la patente C che la D, quindi posso guidare sia il camion che il bus. In squadra abbiamo l’autista però quando non può o in determinate situazioni ci capita di guidare i mezzi pesanti.

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3- Che studi hai fatto per diventare massaggiatore?

3- Ho frequentato una scuola professionale di massaggio, poi ho fatto altri corsi di specializzazione per esempio per applicare i tape o per utilizzare i vari strumenti. Tutt’ora frequento il corso di massofisioterapia a Perugia, in questo lavoro devi essere sempre aggiornato e all’altezza soprattutto nel WorldTour, c’è sempre da migliorare anche perché le esigenze degli atleti continuano ad aumentare.
4- Si dice che il massaggiatore sia un po’ il confidente del corridore, è vero?
4- Il rapporto che si crea tra l’atleta e il suo massaggiatore è altamente confidenziale, anche perché lavoriamo con loro sia nei momenti belli che in quelli brutti, sono ragazzi e possono avere delle problematiche come tutti. La persona più vicina a loro siamo noi alla fine, infatti spesso i campioni quando cambiano squadra si portano dietro anche il massaggiatore.

5- Quando i corridori si allenano da soli chi si occupa dei massaggi?

5- Quando sono a casa non fanno i massaggi tutti i giorni come quando sono alle corse, ma o hanno il massaggiatore a casa che magari li seguiva da Under23 o si affidano al massaggiatore della squadra più vicino. Ad esempio Filippo Ganna e Edward Ravasi che abitano nella mia zona vengono a farsi massaggiare da me.

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi, cappello e spazio all'aperto

6- Ogni tanto dai anche dei consigli tattici ai tuoi corridori?

6- Nella sfera tattica non entro mai, e credo che non lo facciano anche i miei colleghi, perché si va a toccare una zona borderline. La tattica è un dovere dei direttori sportivi, per mia scelta non esprimo mai la mia idea sotto il profilo tattico perché è meglio non confondere i propri ruoli.

7- Tra i corridori che hai seguito nella tua carriera, chi è quello con: una muscolatura più potente, una maggior resistenza alla fatica e un recupero migliore?

7- Tra i corridori che ho seguito quello con la muscolatura più potente è Francesco Chicchi, aveva una gamba davvero super esplosiva e potente. Tra i corridori che sto seguendo adesso Filippo Ganna ha sicuramente molta potenza e una muscolatura importante. Per quanto riguarda la resistenza e il recupero mi ha stupito molto Diego Ulissi che ha dimostrato di essere un grande corridore oltre che un grande ragazzo, ha una buona resistenza e un ottimo recupero.

8- Qual è la mansione del massaggiatore che ti piace di più e quale ti piace di meno?

8- La mansione che mi piace di meno è sicuramente la pulizia degli automezzi, non è una cosa che adoro ma non adoro farla neanche sulla mia macchina. La mansione che mi piace di più è quando attendo i corridori all’arrivo perché dai un’assistenza importante al corridore appena arrivato, poi quando si vince esulti in prima linea insieme a loro ed è un momento speciale. La vittoria è gran parte merito del corridore però una piccola percentuale, noi che dalla mattina alla sera ci diamo da fare, ce l’abbiamo.

L'immagine può contenere: 2 persone, bicicletta e spazio all'aperto

9- Qual è il luogo più bello che hai visitato durante una trasferta ciclistica?

9- Giriamo tantissimo il mondo e vediamo posti davvero belli che magari non ti aspetti. La Vuelta a San Juan in Argentina e il Giro del Colorado che ho fatto l’anno scorso sono i due posti che mi sono rimasti nel cuore, senza ombra di dubbio.

10- Quest’anno hai seguito diverse corse con il team UAE, qual è quella che ti ha affascinato maggiormente? Perchè?

10- Di corse belle ne ho seguite tante anche perché quando lavori in una WorldTour fai tutte corse di livello, ma la corsa che mi affascina di più è quella che incomincerà il 7 luglio, ovvero il Tour de France. Quello di quest’anno sarà il mio secondo Tour ed è assolutamente la corsa più bella del mondo, senza nulla togliere al Giro, per la tanta gente sulle strade, per il tifo e per tutto l’ambiente che si crea intorno.

Grazie a Paolo Gallivanone per la disponibilità.

by Pietro Fasola

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