Intervista al ds Valerio Tebaldi


INTERVISTA A VALERIO TABALDI, DIRETTORE SPORTIVO DELLA NIPPO-VINI FANTINI

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  • Qual è il ruolo del DS nel ciclismo moderno?

Rispetto al passato i direttori sportivi al giorno d’oggi devono essere in grado anche di seguire la preparazione dei corridori in accordo e insieme ai preparatori. Ogni squadra ha il suo preparatore, il nostro è Mazzoleni, che lavora anche con l’Astana, i corridori del  team usano una piattaforma in cui  giornalmente o settimanalmente inseriscono i loro risultati e a cui hanno accesso  il preparatore  e i DS. Negli ultimi anni quindi il DS oltre che di gestire i corridori e  condurre le gare deve anche occuparsi dei loro programmi. Già ai tempi del Team Colombia avevo cominciato ad occuparmi di questo aspetto, i programmi di lavoro li definisce il preparatore, ma  io li analizzo e sfruttando la mia esperienza da corridore, oltre che da DS, posso fare valutazioni e dare consigli ai corridori,  sempre in sinergia con il preparatore.

Questo è un ruolo in più che il  DS moderno è chiamato a svolgere se vuole essere all’avanguardia, soprattutto se dirige squadre Professional, dove il budget è limitato e non si hanno a disposizione più preparatori. I direttori sportivi devono gestire anche le trasferte, in base a come è organizzata la squadra devono per esempio gestire la logistica dei corridori per es. nel caso dei corridori stranieri, andando  a prenderli  all’aeroporto. Io con i corridori stranieri della Nippo, ma precedentemente anche quelli della Colombia e della Barloworld, ho sempre preferito averli vicino a casa mia così da poterli  seguire meglio ed essere per loro un punto di riferimento non solo per gli allenamenti; è quello che sto facendo con i corridori Giapponesi  del team Nippo. Abbiamo un agriturismo/hotel dove gli atleti, che hanno una convenzione, alloggiano e si allenano, in base alle competizioni li andiamo a prendere e li accompagniamo alle corse per poi riportarli a casa, un po’  come accade con i dilettanti.

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  • I direttori sportivi hanno voce in capitolo per l’ingaggio di un corridore ?

Nel Team Nippo  a noi direttori sportivi ci viene chiesto se abbiamo qualche preferenza sui corridori da acquistare, per esempio adesso la Nippo necessita di uno scalatore e noi DS abbiamo diversi contatti con i procuratori che ci consigliano dei corridori, certamente diamo la nostra opinione che è fondamentale, contrariamente a quanto molti pensano,  perché poi  in ammiraglia è il DS che si occupa della gestione della corsa e degli allenamenti ed è colui che deve saperli motivare a dovere, quindi deve conoscerli bene e ci deve essere fiducia reciproca, soprattutto nei Grandi Giri dove la concentrazione deve essere mantenuta alta per 3-4 settimane.

Fondamentale è anche la figura del manager della squadra (Team Manager) il quale gestisce gli sponsor, le richieste dei corridori, si occupa della parte  finanziaria, ecc.

Nel caso della nostra squadra il manager deve occuparsi di una quarantina di persone ed è per lui come gestire un azienda, deve scegliere e delegare diverse persone che si occupano di cose più specifiche.  Il direttore sportivo ha anche un ruolo di mediatore nel momento in cui sorgono delle problematiche di vario tipo, è lui  che fa la tattica e che sa che gare affrontare durante la stagione e  quali corridori ha a disposizione. Talvolta capita di lavorare con dei ragazzi senza riuscire ad ottenere il massimo, ci consultiamo cercando di capire quale sia il problema e prendiamo una decisione.

Per un DS è molto importante l’esperienza maturata sia correndo in bici che in ammiraglia, non è un lavoro che si improvvisa, si impara, si migliora  ma serve tanta  passione.

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  • Tutti i direttori sportivi hanno anche un passato da corridori, oppure no?

Negli ultimi anni ci sono  diversi DS che non sono ex corridori ma secondo me nel 70% dei casi lo sono, ad esempio nella Nippo  ci sono 4  DS tutti ex-professionisti. E’ normale che un manager si fidi di più di un ex corridore poiché  conosce meglio l’andamento delle gare, le modalità di allenamento e la vita da corridore. Un DS che non è stato corridore, pur avendo seguito i corsi specifici, difficilmente può avere la stessa visione tattica e tutta l’esperienza di un ex corridore, per me, per es. nel finale di una corsa come la Milano -Sanremo, anche se non sono mai stato in lizza per vincerla, conoscere i Capi per averli percorsi in prima persona in gara è molto importante per dare i consigli giusti al momento opportuno ai corridori.

Il direttore sportivo deve anche essere un po’ psicologo, pronto a  capire la situazione  dei suoi corridori per comprendere i loro stati d’animo, soprattutto in certi momenti nei quali la fatica, la mancanza di risultati, la lontananza prolungata da casa possono renderli fragili, in questo senso l’esperienza e la sensibilità sono doti indispensabili per un buon DS.

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  • Cosa pensi della nuova riforma che prevede la diminuzione di un corridore nelle corse di un giorno e nei grandi giri?  Può veramente servire per migliorare la sicurezza in gruppo?

L’altro giorno abbiamo fatto una riunione fra noi DS delle Nippo, ci siamo detti che sicuramente meno corridori ci sono in Gruppo maggiore è la sicurezza, questo perché le strade sono sempre le stesse e meno corridori significa, in teoria, meno bagarre, soprattutto nelle prime posizioni; però, 20-25 corridori in meno (su un totale di circa 180-200) non cambia molto, fossero 50-60 in meno forse sì, è anche vero che non si può pensare di  fare un Grande Giro con 7 corridori per team altrimenti prevarrebbe la corsa individuale e non quella della squadra, che su tre settimane è fondamentale. Sono a favore al miglioramento della sicurezza ma non so quanto miglireranno la situazione quei 20/25 corridori in meno,  proviamo e vediamo quanti incidenti in meno ci saranno in un Grande Giro o in una Classica rispetto gli anni scorsi, poi valuteremo come procedere. Da tifoso però se vado a vedere un manifestazione ciclistica mi aspetto di trovare tanti corridori, un conto è averne 200 un altro 150, lo spettacolo sarebbe diverso; questa riforma è da provare e poi da valutare, tenendo in considerazione anche il parere dei corridori, e poi decidere se continuare o apportare ulteriori modifiche.

 

Un grazie a Valerio Tebaldi per la disponibilità.

Intervista a cura di Pietro Fasola

 

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