Intervista a Federico Canuti


Federico Canuti nato il 30 agosto 1985 a Pesaro ha corso sei stagioni tra i professionisti partecipando anche al Giro d’Italia e al Tour de France. A fine 2013 non avendo trovato un contratto adeguato ha deciso di lanciarsi in una nuova avventura, andare a correre negli Stati Uniti . Quando ormai aveva perso la speranza di tornare a correre ai massimi livelli si è lanciato nel triathlon partecipando a due Ironman. Pochi giorni fa è riuscito a firmare un contratto con la D’Amico-Carrera.

Caro Federico….
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1. Dopo tre anni di assenza dal “grande” ciclismo, ci speravi ancora di rientrare alle corse?
1. Dopo tutti questi anni avevo rinunciato a rientrare alle corse, infatti nell’ultimo anno avevo cambiato avvicinandomi al triathlon.
2. In breve ci racconti come hai trascorso questi ultimi tre anni?
2. Dopo aver chiuso nel 2013 con la Cannondale e non riuscendo a trovare un contratto adeguato ho voluto provare un, esperienza in America, praticamente ho fatto alcune corse tra 2014 e 2015 del calendario ciclistico Americano soprattutto Californiano, esperienza bellissima. Nel 2014 in un criterium ho lesionato la milza stando fermo per quasi 3 mesi. Per quanto riguarda i risultati sono stati ottimi con vittorie e piazzamenti. Nel 2016 mi sono dato al triathlon disciplina sportiva che mi ha sempre affascinato, ho partecipato a 2 Ironman 70.3 in Italia piazzandomi 11esimo assoluto e uno in Austria. Nel frattempo ho creato un Brand di abbigliamento da ciclismo con il nome KAISER KR Clothing, tutte le maglie sono disegnate da me.
3. Quali sono le differenze principali fra il ciclismo delle squadre WorldTour e Professional e quello praticato negli Stati Uniti?
3. Il ciclismo WorldTour e Professional è più prestigioso, ovviamente c’è la storia, il ciclismo Americano invece sta crescendo molto, economicamente più ricco, più festoso, esperienza che consiglio a qualsiasi ciclista.
4. Perché ti sei avvicinato al triathlon?
4. Il triathlon è una disciplina che mi ha sempre affascinato soprattutto KONA, a me piacciono gli sport di fatica, sudore e resistenza, ho voluto provare, l’impatto è stato bellissimo. Ho cominciato a maggio 2016, avevo programmato un avvicinamento graduale per puntare all’Iroman di Lanzarote nel 2017 che non farò visto che al momento l’ho accantonato per ritornare a correre.
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5. C’è una corsa ciclistica che, per la fatica, può essere paragonata all’Iroman?
5. Non esistono corse paragonabili all’Ironman, tra Tour e Giro pensavo di aver fatto tanta fatica ma in confronto è niente, nel triathlon la corsa a piedi dopo la bici è massacrante soprattutto nei primi allenamenti.
6. Preferiresti vincere l’Iroman della Hawaii o una tappa al Tour de France?
6. Sono nato con il ciclismo, il Tour è il Tour e vincere la è bellissimo, il triathlon per me è una sfida con me stesso.
7. Che cosa ti è mancato di più del ciclismo professionistico?
7. Aver corso sempre con squadre importanti e all’improvviso ritrovarmi senza squadra,
un po’ di vuoto c’è stato.
8. Che aspettative hai per questa nuova esperienza con la D’Amico-Carrera?
8. Sono arrivato in D’Amico-Carrera per aiutare la squadra a crescere e per far da chioccia ai giovani ragazzi del team.
9. A quali corse parteciperai prossimamente?
9. La prima corsa sarà la Settimana Internazionale Coppi&Bartali, a seguire il Giro dell’Appennino.
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10. Qual è la corsa dei tuoi sogni?
10. L’ esperienza insegna che ogni corsa è importante correrla e vincerla.
11. Quali sono le tue caratteristiche tecniche?
11. Io sono un passista scalatore, e a crono non me la cavo male.
12. Prima di un appuntamento importante c’è un percorso su cui testi la tua condizione?
12. Mi conosco talmente bene che mi basta sentire la pedalata che ho.
13. Dove abiti?
13. Abito a Fano con la mia compagna Tiziana.
14. Qual è il hobby preferito?
14. Il mio hobby è il ciclismo.
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15. Che studi hai fatto?
15. Sono di diplomato in telecomunicazioni.
16. C’è un corridore idolo a cui ti ispiri?
16. Non ho idoli nel ciclismo di oggi, in quello passato Ullrich.
17. Sei bravo ad aggiustare la tua bicicletta?
17. Sì, me la cavo molto bene.
18. Descriviti con tre aggettivi.
18. Testardo, determinato, generoso.
Grazie a Federico Canuti per la disponibilità.
Intervista a cura di Pietro Fasola.

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