Intervista a Umberto Poli


 

Caro Umberto….

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1. Hai cominciato a praticare il ciclismo prima di scoprire il diabete o il ciclismo è stato una forma di “cura”?

1.  Ho cominciato a praticare il ciclismo prima che mi diagnosticassero il diabete, precisamente all’età di 6 anni col la G.S.LUC BOVOLONE dove ha cominciato anche Elia Viviani. Ho continuato fino alla categoria G2, poi ho dovuto smettere ma ho continuato a praticare altri sport come il calcio, il judo e il tennis, però la bicicletta sapevo che era la cosa a cui tenevo di più. Grazie al mio primo all’allenatore della G.S.LUC BOVOLONE Lino Scapini, sono rimontato in sella all’età di 12 anni. Poi è arrivato il momento del passaggio di categoria da allievo a juniores dove avevo già trovato una squadra di Castel D’Azzano la FDB di Remo Cordioli. Proprio nel passaggio di categoria (da allievo a juniores) mi hanno diagnosticato il diabete di tipo 1 alla fine di una corsa, precisamente il 07/10/2012, sono stato poi ricoverato per una settimana. Grazie al sostegno della mia famiglia che mi è sempre stata vicina e anche grazie a Remo Cordioli che tutt’ora crede in me abbiamo cominciato a lavorare e a riprendere il ritmo perso. Col tempo sono riuscito a recuperare e a portare  a casa qualche buono risultato, verso la metà della seconda stagione da juniores sono stato contattato tramite il mio presidente della FDB Francesco Rossignoli il quale mi ha messo in contatto con questo team, la NOVO NORDISK. Mi hanno accolto per un training camp ad Atlanta in Georgia negli U.S.A, ho dovuto fare dei test che ho passato con i migliori esiti e nel ritorno a casa dagli U.S.A sono stato contattato dalla squadra per partecipare al Tour of Wales per Juniores in UK. Grazie al permesso del mio allenatore Remo Cordioli sono andato a correre questa corsa a tappe che sono riuscito a concludere piazzandomi nelle prime  50 posizioni della classifica generale dopo 4 tappe. A fine anno il team era entusiasta della mia performance e mi ha chiesto di firmare con loro per la stagione successiva e quindi passare under23 , grazie anche ai consigli dei miei allenatori ma soprattutto grazie al consiglio di Elia Viviani ho accettato. Ho corso questi 2 anni con il TEAM NOVO NORDISK dove mi sono trovato molto bene sia con i compagni che con lo staff e dopo tanta fatica alla fine di quest’anno sono riuscito a realizzare uno dei miei sogni ovvero quello di firmare un contratto da professionista.

 

2. Quali sono le difficoltà per un ciclista di altro livello che soffre di diabete ? Alimentazione? Tipologie di allenamento? Situazioni in gara ?

2. Alla domanda “quali sono le difficoltà di un ciclista che soffre di diabete” devo rispondere che di difficoltà non ce ne sono. Sta al ciclista vedere quanto vuole mettersi in gioco,  alla fine l’unica differenza rispetto ad un altro ciclista è solo quella di tenere controllato il livello di zuccheri nel sangue molto più spesso  rispetto ad una persona senza il diabete, tutto qua. Possiamo dire che le difficoltà di un ciclista diabetico a livello agonistico sono quelle di ricordarsi di avere sempre scorte di cibo e gel soprattutto nella corse lunghe, così da evitare situazioni di ipoglicemia, bere spesso anche per tenere la glicemia sotto controllo. L’alimentazione non cambia, si può mangiare qualsiasi cosa, naturalmente in maniera controllata anche per evitare di mettere su chili di troppo visto che i ciclisti devono pesare poco per andare il più forte possibile. Le tipologie di allenamento non variano perciò bisogna impegnarsi come tutti gli altri e menare ! In gara l’unica cosa che cambia è che si sprecano più energie, perciò la glicemia all’interno del sangue cala molto di più  rispetto a quando si è in allenamento.

3. Hai scelto di correre con la Novo-Nordisk perchè squadra “speciale” o avresti potuto scegliere anche un’ altra squadra?

3. Come  ho detto prima ho scelto di correre con il TEAM NOVO NORDISK su consiglio di Elia Viviani,  che ringrazio ancora oggi. Potevo scegliere di correre anche qui in Italia con altre squadre,  visto che ero ancora in tempo ho voluto provare a correre all’estero ed è andata molto bene.

 

4.Qual è stata la gara più bella della tua carriera fino ad ora? Perché?

4. La gara più bella della mia carriera è stata da juniores secondo anno a Montecchio di Negrar (VR) perché ho fatto tutta la gara in fuga,  sono stato ripreso più volte ma ugualmente sono ripartito per andare in fuga, poi il gruppo è rientrato su di me nella salita finale di 10 chilometri e  mi sono messo in terza posizione dietro al treno di un team e pur non essendo scalatore siamo restati in cinque corridori, poi per mia sfortuna sono arrivato quinto ma ero molto contento anche perché i primi erano tutti scalatori,  perciò era stato comunque un successo arrivare davanti.

 

5.Al termine della stagione ciclistica sei andato in vacanza? Dove?

5. Al termine della mia stagione volevo andare in vacanza per staccare un po’ mentalmente ma per mia sfortuna quest’anno non ho trovato nessuno  che andasse in vacanza, perciò sono stato a casa mia a Verona.

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6.Come ti stai preparando per la prossima stagione? Quali sono i tuoi obiettivi per l’anno prossimo?

6. Per la prossima stagione mi sto preparando al meglio delle mie possibilità anche se so già che sarà comunque dura,  molto di più rispetto agli anni passati, ma non demordo e terrò duro fino in fondo, questo è il mio primo anno da professionista e voglio imparare tanto quindi mi metterò a disposizione del team e se avrò l’occasione la coglierò senz’altro.

 

7.Quali sono le tue caratteristiche tecniche ?

7. Le mie caratteristiche tecniche sono da passista, anche se in questi ultimi anni sono migliorato molto in salita ma comunque resto un passista.

 

8. Dove abiti?

8. Abito a Bovolone in provincia di Verona.

 

9.Che cosa ti ha insegnato il ciclismo?

9. Il ciclismo mi ha insegnato ad apprezzare tutte le cose bella vita, a non arrendermi mai anche davanti a una salita, mi ha insegnato a valutare bene di chi puoi fidarti e coloro che ti staranno accanto nei momenti difficili.

 

10.Qual è stata la tua prima gara di ciclismo? Che cosa ricordi?

10. La mia prima corsa non me la ricordo, mi dispiace.

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11.Qual è il tuo hobby preferito ?

11. A dir la verità ho tanti hobby in modo da tenermi sempre occupato, quello principale sono gli amici con cui trascorro molto tempo.

 

12.C’è un corridore “idolo” a  cui ti ispiri ?

12. Il mio idolo è sicuramente Fabian Cancellara,  spero di conoscerlo un giorno perché avrei parecchie domande da fargli.

 

13. Che cos’è il ciclismo per te?

13. Il ciclismo per me è sempre stato tutto, è una di quelle cose di cui non riesci a stare senza, soprattutto adesso che ho il diabete, riesco a vivere molto bene anche grazie al ciclismo che mi permette di tenermi in forma e soprattutto di tenere i valori molto più controllati di una persona con il diabete che non pratica sport.

 

14. Qual è stata la gioia e la delusione più grande della tua carriera?

14. La gioia più grande in questi anni penso che sia stata quella di aver dimostrato a tutti quelli che non credevano in me di essere riuscito ad arrivare dove sono ora e spero di crescere sempre di più ogni giorno che passa. La delusione più grande non lo so, per adesso non ci penso.

 

15.Sei bravo ad aggiustare e a regolare la tua bici ?

15. Sì,  diciamo che in qualche modo me la cavo, ma non sono proprio un meccanico.

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16.Ora ti dedichi solo al ciclismo o stai terminando gli studi?

16. Finalmente  ora posso dedicarmi solamente al ciclismo, ho terminato gli studi ormai da due anni. Ho studiato per diventare cuoco e mi sono diplomato al quinto anno dell’istituto  Medici I.P.A.A.A.T.A. di Legnago (VR).

 

17.Qual è il tuo piatto preferito?

17. Il mio piatto preferito è il risotto con il tastasal piatto tipico della mia regione, il Veneto.

 

18.Descriviti con tre aggettivi.

18. Penso di essere un ragazzo molto solare e simpatico.

 

 

Grazie a Umberto Poli per la disponibilità

Intervista a cura di Pietro Fasola

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