Viaggiando con il Giro. 10 – Campi Bisenzio e Sestola


Oggi dopo il giorno di riposo si disputerà la decima tappa del Giro d’Italia da Campi Bisenzio a Sestola su un tracciato di 219 chilometri. La tappa odierna prevede quattro GPM, il primo di terza categoria sul Passo della Collina al chilometro 37.5, il secondo sempre di terza categoria a Pietracolora al chilometro 75.8, il terzo di prima categoria al Pian del Falco al chilometro 203 e l’ultimo di terza categoria sul traguardo di Sestola. Inoltre ci sono due TV, uno a Pavullo del Frignano al chilometro 146.2 e l’altro a Lama Mocogno al chilometro 178.9.

VIAGGIANDO CON IL GIRO. 10 – CAMPI BISENZIO E SESTOLA

CAMPI BISENZIO

Campi Bisenzio – Stemma  Campi Bisenzio – Bandiera

  • Stato: Italia
  • Regione: Toscana
  • Provincia: Firenze
  • Altitudine: 38 m s.l.m
  • Superficie:28,75 km²
  • Abitanti: 46 248
  • Densità: 1 608,63 ab./km²
  • Targa: FI
  • Nome abitanti: campigiani
  • Patrono: Beata Teresa Maria della Croce (Teresa Manetti)
  • Giorno festivo: 23 aprile

Campi Bisenzio è un comune italiano di 46.248 abitanti[1] della città metropolitana di Firenze, in Toscana.

TERRITORIO

Il territorio comunale di Campi Bisenzio sorge nella parte centrale della piana di Firenze-Prato-Pistoia ed è attraversato sia a nord che a sud dal fiume Bisenzio.

STORIA

I primi abitanti del luogo sono stati individuati nei liguri e tutto fa ritenere che la zona, in origine, fosse collegata all’agro fiorentino e sistemata, nella seconda metà del primo secolo a.C., con le centuriazione romana di cui rimangono, ancora oggi, la disposizione stradale a graticola e buona parte della toponomastica.

Il borgo agricolo si sviluppò, in modo lineare, lungo il corso del fiume Bisenzio; l’opera di bonifica dei territori durò molti anni e richiese ingenti risorse, e ad essa parteciparono i monaci benedettini insediatisi nei numerosi monasteri. Per molto tempo, soprattutto dopo la disgregazione della centuriazione romana, i territori di Campi Bisenzio furono soggetti a ripetute inondazioni ed allagamenti. L’antico insediamento conobbe una prima crescita già nell’alto Medioevo, Il corso del Bisenzio rappresentò, in quegli anni, il problema maggiore: da un lato importante fonte economica (con i mulini e le gualchiere) e dall’altro origine di continue inondazioni.

 

PIATTI TIPICI

Il piatto più tradizionale e noto è la pecora alla campigiana, usata come condimento per la pasta. Campi Bisenzio contende la paternità dell’invenzione della finocchiona con Greve in Chianti, quella del roventino con Sesto Fiorentino.

Un altro secondo piatto tipico della zona è il cielo stellato; si tratta di un secondo piatto di chiara origine “povera” e contadina che si ottiene tritando finemente con una mezzaluna del lesso (possibilmente magro), tre o quattro spicchi di aglio e qualche fogliolina di prezzemolo. Si soffrigge lentamente il composto ottenuto in una padella ampia, si sala e si pepa, si aggiunge un uovo a porzione e si cuoce come una normale frittata.

Un dolce tipico sono le “campigiane“, paste di forma tonda, ripiene di crema pasticciera.

La frazione di Capalle è da sempre “specializzata” nella cucina del papero (molto noto è il collo di papero ripieno).

I ranocchi fritti o “all’uovo“, sono una specialità delle frazioni meridionali, San Donnino, San Piero a Ponti e Sant’Angelo a Lecore, legata ai laghetti presenti in questa zona.

La cucina locale presenta anche specialità toscane (in particolare fiorentine) come la ribollita, la pappa al pomodoro, il lampredotto, la trippa alla fiorentina, il castagnaccio (qui chiamato “ghirighio“), la schiacciata con l’uva, la schiacciata alla fiorentina, la bistecca alla fiorentina, le frittelle di riso ed i cenci.

 

GEMELLAGGI

Di seguito sono elencate le città gemellate con Campi Bisenzio e l’anno di gemellaggio[11]:

  • Francia Orly, dal 1980
  • Nicaragua Tipitapa, dal 1987
  • Regno Unito North Lanarkshire, dal 1988
  • Sahara Occidentale Bir Lehlu, dal 1993

 

LUOGHI D’INTERESSE

  • Veduta di Piazza Fra’Ristoro

    Le Mura Medievali

    La Pieve di Santo Stefano

    Le Mura Medievali

     


 

SESTOLA

Sestola – Stemma Sestola – Bandiera

Carta d’identità di Sestola:

  • Stato: Italia
  • Regione: Emilia-Romagna
  • Provincia: Modena
  • Altitudine: 1020 m s.l.m
  • Superficie:52,47 km²
  • Abitanti: 2521
  • Densità: 48,05 ab./km²
  • Targa: MO
  • Nome abitanti: sestolesi
  • Patrono: San Nicola
  • Giorno festivo: 6 Dicembre

Sestola (Sèstula in dialetto sestolese, Sèstla in dialetto frignanese) è un comune italiano di 2.521 abitanti della provincia di Modena, in Emilia-Romagna, situato a sud del capoluogo, fa parte dell’Unione dei comuni del Frignano.

TERRITORIO

Sestola è situata nel Parco del Frignano ed è dominata dal monte Cimone (2165 m) e da altre montagne facenti parte del crinale spartiacque tosco-emiliano. Il suo territorio si estende dai 321 metri s.l.m del fondovalle Panaro ai 2.165 s.l.m della vetta del monte Cimone, la più alta di tutto l’Appennino settentrionale.

Sestola è la più celebre località turistica invernale dell’Emilia-Romagna per via della vicinanza alla stazione sciistica del monte Cimone, la principale dell’Emilia-Romagna nonché una delle maggiori nell’Appennino.

 

STORIA

I primi insediamenti nella zona risalgono ai liguri friniati, cui subentrarono i romani. All’occupazione romana è riconducibile anche l’origine del toponimo, che (anticamente SEXTULA) deriva con ogni probabilità dal personale latino SEXTUS, usato al diminutivo femminile. Le notizie relative al Medioevo vedono il territorio al centro di ripetuti scontri, con i conseguenti passaggi del feudo da un signore all’altro. Infatti, dopo essere stata donata, intorno alla metà dell’ottavo secolo, dai longobardi all’abbazia di Nonantola, fu annessa al comune federale del Frignano e coinvolta nelle lotte tra le nobili casate dei Tanari e dei Montecuccoli e negli scontri tra modenesi e bolognesi. La sua importanza aumentò notevolmente quando, a seguito dello stabilirsi della signoria estense sul Frignano nel XIV secolo, venne elevata a capoluogo della provincia del Frignano, mantenendo questo ruolo fino al suo passaggio a Pavullo, avvenuto al principio dell’Ottocento. Il declino, cominciato con la realizzazione nel 1776 della Via Giardini escludendola dai traffici che si svolgevano lungo il suo percorso, si accentuò durante la Restaurazione. Nel patrimonio storico-architettonico degni di nota sono: il castello; l’oratorio di San Nicola, della fine del XVII secolo; la cinquecentesca canonica; la palazzina del Comandante del Forte; la Torre dell’Orologio; la parrocchiale di San Giorgio, a Vesale; l’oratorio di San Biagio, a Roncoscaglia.

 

CULTURA

Sestola, più di tanti altri comuni del Frignano, ha perso molte delle proprie tradizioni come conseguenza del forte impatto turistico che ne ha caratterizzato lo sviluppo dall’inizio di questo secolo. Ne restano comunque tracce visibili nelle feste religiose e nelle sagre frazionali, che in questi ultimi anni sono tornate ad essere momenti d’incontro sociale e di recupero di motivi tradizionali.

Presso le sale del Castello ha sede il Museo della civiltà montanara e contadina, che da anni raccoglie ed espone materiali ed attrezzi riguardanti le tradizioni lavorative e di vita locali.

La storia di Sestola è anche quella delle sue frazioni: Casine, Castellaro, Rocchetta Sandri, Roncoscaglia e Vesale che, a parte la prima, frazione da circa un secolo, hanno tutte una lunga storia d’indipendenza dall’attuale capoluogo quali liberi Comuni del Frignano.

Tipici della zona sono i cosiddetti metati, ormai in disuso, che erano costruiti per l’essiccazione delle castagne.

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