Viaggiando con il Giro. 9 – Radda in Chianti e Greve in Chianti


Oggi si disputerà la nona tappa del Giro d’Italia, ovvero una cronometro individuale di 40.5 chilometri da Radda in Chinati a Greve in Chianti su un percorso misto.

VIAGGIANDO CON IL GIRO. 9 -RADDA IN CHIANTI E GREVE IN CHIANTI

RADDA IN CHIANTI

Carta d’identità di Radda in Chinati:

  • Stato: Italia
  • Regione: Toscana
  • Provincia: Siena
  • Altitudine: 530 m s.l.m
  • Superficie: 80,42 km²
  • Abitanti: 1690
  • Densità: 21,01ab./km²
  • Targa: SI
  • Nome abitanti: raddesi

Radda in Chianti è un comune italiano di 1.693 abitanti della provincia di Siena in Toscana.

TERRITORIO

Il territorio comunale di Radda in Chianti si estende per 80,56 chilometri quadrati ed è posto sulle colline che occupano il tratto iniziale della valli dell’Arbia e della Pesa. Il territorio comunale è interamente compreso nel Consorzio del Vino Chianti Classico.

Radda in Chianti confina con i comuni di Cavriglia, Gaiole in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Castellina in Chianti e Greve in Chianti.

 

STORIA

L’area intorno al capoluogo risulta abitata fin dal 2000 a.C., come dimostra l’area archeologica di Poggio la Croce dove sono emersi i resti di un antico villaggio e dove, nel corso degli scavi effettuati nell’ultimo decennio, sono stati riportati alla luce molti reperti. In seguito, anche se di questo sono emerse pochissime tracce, si può ipotizzare la presenza di un villaggio etrusco. Alla caduta dell’impero romano, nel V secolo, nella zona si erano già formati piccoli agglomerati di carattere rurale che esistono ancora oggi; questi borghi erano Castelvecchi, Monterinaldi, Volpaia e la stessa Radda.

Tra il IX e X secolo la zona di Radda vide la nascita della società feudale che comportò l’incastellamento dei villaggi. Il primo documento certo in cui si cita Radda è un diploma del 1002 in cui l’imperatore Ottone III confermava la donazione fatta dalla Contessa Willa in favore della Badia Fiorentina. La località Radda appare in molti documenti della Badia Fiorentina fino al XII secolo. In un documento della Badia a Coltibuono del 1041 viene riportato Ramda judicaria fiorentina et fesulana.

In data 25 maggio 1191 l’imperatore Enrico VI concede il castello di Radda e la sua corte in feudo ai conti Guidi, lo stesso feudo venne nuovamente confermato dall’imperatore Federico II, anche se già nel XIII secolo il territorio raddese risulta dipendente da Firenze. Il castello venne saccheggiato dai Senesi in una scorreria nel 1230 mentre nel 1268 fu occupato, insieme ad altre località chiantigiane dalle truppe francesi guidate da Carlo I d’Angiò. Una nuova occupazione e un nuovo pesante saccheggio Radda lo subì durante la seconda invasione aragonese nel 1478.

Amministrativamente Radda era il capoluogo della Lega del Chianti, comprendente i terzieri di Radda, Gaiole e Castellina. Dalla fine del XIII secolo divenne sede di un podestà nominato dai fiorentini e nello statuto comunale del 1415 Radda venne confermata quale capoluogo della Lega. Tra i podestà di Radda è da segnalare Francesco Ferrucci.

Nel XVII secolo, terminati ormai i conflitti, i castelli si trasformarono in ville signorili nelle quali i proprietari si dedicavano alla produzione di vino. Radda in Chianti venne visitata nel 1773 dal Granduca Pietro Leopoldo che la trovò lontana da tutto. Come conseguenza della visita vennero migliorate le strade ma il territorio di Radda rimase sempre povero e isolato. L’affezione alla dinastia asburgo-lorenese rimase comunque forte ancora per molto, se si considera il fatto che al plebiscito del 1860 per l’annessione della Toscana alla Sardegna, Radda votò contro (281 sì su 581 votanti, su 879 aventi diritto).

Tale situazione toccò il culmine negli anni cinquanta quando lo spopolamento delle campagne, fenomeno comune a molte zone del Chianti, toccò l’apice. Negli anni settanta iniziò la riscoperta di questi luoghi e lentamente tutti i castelli, le ville e i singoli casolari sono stati restaurati e vi sono stati impiantati agriturismi e aziende agricole.

 

ECONOMIA

Le principali attività economiche sono l’artigianato e la produzione di vino e olio. Negli ultimi trenta anni si è sviluppata in maniera massiccia l’attività alberghiera. Sono stati realizzati un gran numero di strutture ricettive legate al nome del vino Chianti.

 


 

GREVE IN CHIANTI

Carta d’identità di Greve in Chianti

Greve in Chianti – StemmaGreve in Chianti – Bandiera

  • Stato: Italia
  • Regione: Toscana
  • Provincia: Firenze
  • Altitudine 236metri s.l.m
  • Superficie: 169,38 km²
  • Abitanti: 16 000 abitanti
  • Densità: 94,46 ab./km²
  • Targa: FI
  • Nome abitanti: gravigiani
  • Patroni: natività Beata Vergine Maria
  • Giorni festivi: 8 settembre

Greve in Chianti (Greve ha aggiunto la denominazione “in Chianti” dal 1976 con l’ingresso nella sottozona Classico del Chianti) è un comune italiano di 16 000 abitanti della città metropolitana di Firenze in Toscana, situato sulla via Chiantigiana, che unisce Firenze con Siena passando attraverso il suggestivo panorama del Chianti.

TERRITORIO

Il territorio del comune di Greve in Chianti ha un’estensione di 169,38 chilometri quadrati e si estende tra i Monti del Chianti e i colli fiorentini. Presenta caratteri della media collina e nella sua parte più meridionale quelli tipici di un ambiente di montagna.

 

STORIA

Fin dal Medioevo la storia di Greve è legata alla sua piazza principale che ha sempre esercitato la funzione di mercatale. Il borgo era una semplice dipendenza del castello di Montefioralle ma grazie alla sua posizione, è situato nel punto in cui si incontravano le vie di collegamento tra il Valdarno, la Val di Greve e la via che da Firenze attraverso le Colline del Chianti conduceva nel senese, poté diventare il principale mercatale della zona. La piazza dalla caratteristica forma di triangolo allungato è per gran parte circondata da portici ed al centro è posta la statua dello scultore Romeo Pazzini raffigurante Giovanni da Verrazzano. Uno dei vertici della piazza è occupato dalla chiesa parrocchiale dedicata alla Santa Croce (XIX secolo).

Dal punto di vista storico-amministrativo, prima di entrare nella Provincia di Firenze, Greve faceva parte del vicariato di San Giovanni Valdarno, anche se al confine col vicariato di Certaldo (di cui faceva parte la provincia del Chianti, attualmente tutta compresa nella Provincia di Siena).

 

PERSONE LEGATE A GREVE IN CHIANTI

  • Aleandro Baldi, cantante
  • Carlo Baldini, scrittore
  • Massimo Baldini, filosofo
  • Aligi Barducci, militare e partigiano
  • Giovanni da Verrazzano, navigatore
  • Domenico Giuliotti, scrittore
  • Niccolò da Uzzano, politico
  • Nino Tirinnanzi, pittore
  • Tobia Manuelli, scrittore, poeta
  • Giulio Bucciolini, giornalista, commediografo e scrittore
  • Oriana Fallaci, giornalista e scrittrice
  • Claudia Piccini, scrittrice
  • Giovanni Favilli, medico, docente di Patologia Generale

 


 

 

IL CHIANTI

Tutti i Chianti sono costituiti dagli stessi vitigni: Sangiovese, Canaiolo, Trebbiano, Malvasia bianca, Sauvignon e Merlot.

La percentuale delle uve, invece, può cambiare da vino a vino. Protagonista indiscusso, comunque, è sempre il Sangiovese, che può essere vinificato in purezza o in quote variabili fino a un minimo del 75%.

Il Chianti ha colore rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento, sapore armonico, asciutto e leggermente tannico, odore vinoso con sentore di mammola.

Il Chianti può essere bevuto giovane o invecchiato: nel primo caso, si accompagna particolarmente bene con carni rosse alla griglia, mentre il Riserva, più corposo e complesso, è perfetto con selvaggina e formaggi stagionati.

VITIGNI E UVE DEL CHIANTI

Sangiovese

È il principe indiscusso del Chianti. Le sue origine sono antiche e la sua particolarità è che impiantato su terreni diversi dà origine a vini con caratteristiche diverse.

È costituto da grappoli compatti, conici, di medie dimensioni e tralci vigorosi e resistenti alle malattie.

rosso grappolo di uva sangiovese

Gli acini sono allungati e gonfi di colore nero violaceo, con la buccia leggera e consistente e la polpa poco carnosa e acidula.

Proprio in virtù della sua compattezza, il grappolo rischia di marcire nelle annate piovose.

Un problema che è stato risolto con l’impianto dal 2000 in poi di nuovi vitigni clonati che hanno consentito la produzione di uva sangiovese a grappoli spargoli e quindi immuni dal problema del marciume.

Il Sangiovese matura tardi, ama i terreni aridi argilloso-siliceo-calcarei.

Se vinificato in purezza dà un vino color rosso rubino, tannico e corposo dal profumo di viola e lampone, sapore intenso con retrogusto amaro. Acquista nobiltà con l’invecchiamento.

 

Canaiolo

Il Canaiolo ha grappolo medio, conico, allungato e spargolo, caratteristica che lo mette al riparo dal rischio decomposizione. Gli acini sono ovoidali e succosi mentre la buccia, di colore nero violaceo, è sottile.

Conosciuto fin dall’antichità, la sua importanza è andata scemando nei secoli a causa di alcuni problemi. Se infatti la forma dei grappoli ne impedisce il marciume, è pur vero che la sua maturazione è tardiva, ha scarsa resistenza alla pioggia e scarsa adattabilità al piede americano.

In purezza, dà un vino elegante e fruttato, spesso viene mischiato al sangiovese a cui conferisce morbidezza.

 

Trebbiano

Il grappolo del Trebbiano è cilindrico, di medie dimensioni e sciolto. Gli acini sono rotondi e grossi con buccia ambrata e polpa dolce-acida. I suoi tralci sono lunghi e robusti, ama i terreni calcarei e roccioso-argillosi su cui danno produzione abbondante.

Vinificato in purezza dà un vino giallo paglierino, molto profumato: vi si riconoscono profumo di fiori di acacia, quercia, corbezzolo.

Il sapore è armonico ma non caratteristico. Lega bene con ogni altro tipo di uva.

filare di vitigni in provincia di siena

Malvasia bianca lunga del Chianti

Le dà il nome la forma del grappolo, grande e allungato. Gli acini sono tondi e dorati, dalla polpa succosa.

I tralci sono vigorosi e danno produzione abbondante specie su terreni argillosi- calcarei ben esposti al sole. L’origine è incerta, molti la ritengono originaria della Toscana.

Vinificata in purezza dà un vino bianco paglierino di buon corpo, dal profumo gentile e sapido, di alcol elevato e bassa acidità.

 

Cabernet Sauvignon

È  un vitigno a bacca rossa, pregiato e diffuso in Francia. Predilige i terreni sassosi.

Ha grappoli radi e di media grandezza che consentono quindi la circolazione dell’aria difendendosi così dal pericolo del marciume. Gli acini, succosi e dalla buccia spessa, sono piccoli: la buccia è ricchissima di sostanze coloranti e di tannini. Si raccoglie all’inizio di settembre.

È un vitigno molto apprezzato, specie se vinificato insieme al sangiovese, come si fa dal 1870.

 

Merlot

È un vitigno a bacca rossa. Predilige i terreni pesanti e argillosi, quelli ostili al cabernet. Dà una produzione abbondante.

Gli acini e i grappoli sono piccoli e i grappoli compatti ed esposti al rischio del disfacimento, anche se la maturazione precoce a fine agosto lo espone a meno pioggia proteggendolo in parte dal marciume.

Il succo è poco acido ma ricco di sostanze pur con tannini poco aggressivi: perciò è particolarmente adatto ad essere mischiato a sangiovese e cabernet cui toglie ruvidezza. Ciononostante, è molto apprezzato anche vinificato in purezza.

 

Se è tanto famoso, ci sarà un motivo…

Oggi il nome “Chianti” è garanzia di vino nobile, prodotto secondo leggi severe che ne tutelano lo standard qualitativo e con esso le caratteristiche sensoriali.

Il Chianti Docg viene prodotto nel cuore della Toscana, nella zona compresa tra le province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena.

Si tratta di territori collinari con grandi terrazze e vallate attraversate da fiumi.

Questo territorio produce vino fin dal tempo degli Etruschi ma solo nel 1800 ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata – DOC.

Quando nel 1967, è tata introdotta la Denominazione di Origine Controllata e Garantita – DOCG, la denominazione Chianti è stata integrata con le specifiche coltivazioni:

  • Colli Aretini,
  • Colli Fiorentini,
  • Colli Senesi,
  • Colline Pisane,
  • Montalbano,
  • Rufina 
  • Montespertoli

 

LOCALITA’ DI CHIANTI

  • Firenze
  • Siena
  • Chianciano Terme
  • Poggibonsi
  • Montepulciano
  • Montalcino
  • Barberino Val d’Elsa
  • San Gimignano
  • Castellina in Chianti
  • Gaiole in Chianti
  • Greve in Chianti
  • Impruneta
  • Montespertoli
  • Radda in Chianti
  • San Casciano in Val di Pesa

 

  

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