Viaggiando con il Giro.5 – Benevento


Oggi  si disputerà la quinta tappa del Giro d’Italia da Praia a Mare (che ho trattato ieri)  a Benevento per un totale di 233 chilometri, quella odierna è la seconda tappa più lunga del Giro. Il tracciato è ondulato anche se c’è un solo GPM di  terza categoria dopo 35 chilometri e due TV (traguardi volanti).

 

VIAGGIANDO CON IL GIRO. PUNTATA 5 – BENEVENTO

 

Benevento – Stemma  Benevento – Bandiera

Carta d’identità:

  • Stato: Italia
  • Regione: Campania
  • Provincia: Benevento
  • Altitudine 135 metri s.l.m
  • Superficie: 129 km²
  • Abitanti: 60 049 abitanti
  • Densità: 465,5 ab./km²
  • Targa: BN
  • Nome abitanti: beneventani
  • Patroni: San Bartolomeo Apostolo, Madonna delle Grazie,  San Leone IX
  • Giorni festivi: 24 agosto, 2 luglio e 19 aprile

Benevento è un comune italiano di 60 049 abitanti], capoluogo della provincia omonima in Campania.

Chiamata prima Maleventum, poi Beneventum ed infine Benevento, è stata una città sannitica, romana, longobarda e poi pontificia. Benevento vanta un cospicuo patrimonio storico-artistico e un interessante patrimonio archeologico. Dal 2011 la chiesa di Santa Sofia, edificata nel 760 dal duca longobardo Arechi II, è entrata a far parte del Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

 

TERRITORIO

La città si trova nell’entroterra appenninico della Campania, nella parte meridionale della regione storica del Sannio, in una posizione quasi equidistante dai mari Tirreno e Adriatico.

È posta in una conca circondata da colline; ad ovest in particolare, oltre la Valle Vitulanese, si trova il massiccio del Taburno Camposauro: le sue cime, viste dalla città, disegnano la sagoma di una donna distesa, la Dormiente del Sannio.

Dalla parte più alta della città si possono scorgere le cime del Monte Mutria del Matese a nord-ovest, l’alta cortina del Partenio con il monte Avella a sud, il brullo Trimunzio montecalvese a sud-est e le appendici dei monti Dauni a est.

La città è attraversata da due fiumi: il Calore, affluente del Volturno, e il Sabato, che confluisce nel Calore in contrada Pantano, poco ad ovest del centro cittadino.

Il territorio su cui si estende la città è piuttosto ondulato. Il suo centro infatti si eleva su una collina nel mezzo della vallata, ed alcune contrade sorgono su altre colline circostanti. L’altezza media sul livello del mare è pari a 135 m, con una minima di 80 m ed una massima di 495 m.

 

STORIA

Secondo la leggenda, fondatore di Benevento fu l’eroe greco Diomede che, dopo la distruzione di Troia, sarebbe venuto in Magna Grecia, sbarcando sulle coste pugliesi. La ricerca storica e l’analisi archeologica danno invece per certo che la zona fu abitata da popolazioni sannitiche, di ceppo sia irpino sia caudino. Attivo centro della civiltà sannita, la città (via via chiamata Malies, Maloenta, Maloenton, Maleventum) entrò per la prima volta nella storia quando i Sanniti, nella battaglia delle Forche Caudine (321 a.C.), sconfissero l’esercito romano. Con una lunga serie di guerre, la città fu conquistata dai Romani. Dopo la vittoria riportata su Pirro nel 275 a.C., i Romani mutarono il nome della città in Beneventum.
La città fu fedele alleata di Roma, diventando un centro importante di traffico sulla Via Appia. Da Benevento Traiano fece partire quella che divenne una scorciatoia per le Puglie, la via Traianea.
La caduta dell’Impero Romano segnò un periodo di decadenza anche per Benevento. Dopo le distruzioni dei Visigoti, dei Vandali, dei Goti, dopo il periodo bizantino, Benevento fu conquistata dai Longobardi (571) che ne fecero la capitale della Longobardia meridionale. Con Zottone I, Benevento fu un Ducato longobardo, che si estese nelle regioni meridionali e raggiunse grande splendore, soprattutto in seguito alla conversione dei Longobardi al Cattolicesimo.

Gradualmente la città acquistò importanza e fama, e divenne una delle città più belle dell’Italia meridionale. In seguito alla caduta del Regno di Pavia (774), essa fu elevata a Principato da Arechi II. Questi, amante delle arti e della cultura, ampliò la cinta muraria, creò la Civitas nova (attuale Triggio), realizzò la Chiesa di Santa Sofia e l’attiguo monastero, con il bellissimo chiostro.

La corte di Arechi II divenne uno splendido centro di cultura, illuminato dall’ingegno di Paolo Diacono. In questo periodo fu inventata la scrittura cosiddetta “beneventana”, caratterizzata dalla straordinaria eleganza e regolarità delle sue lettere. Anche l’economia ebbe un forte impulso grazie alla zecca, introdotta per battere moneta (soldo aureo).

A tale periodo risale la leggenda delle Streghe. I soldati longobardi usavano riunirsi intorno ad un albero consacrato al dio Wothan, in una località vicino a Benevento con piante di noci e, intrecciando vorticosi caroselli, tentavano in una corsa frenetica di strappare dai rami, con morsi, le pelli di pecora che vi erano state appese. Il volteggiare dei cavalieri nella fantasia popolare si trasformò nella ridda delle streghe. Con la conversione dei Longobardi al cattolicesimo per opera del Vescovo Barbato, si decretò l’abbattimento del noce, per suggellare la vittoriosa lotta del Santo Vescovo contro le streghe e le potenze infernali.
Il Ducato Longobardo durò circa cinque secoli e, morto Landolfo VI (1077), la città passò sotto il dominio pontificio che, pur con qualche interruzione, si protrasse fino al 1860. La città fu saccheggiata da Federico II nel 1229 e nel 1241; nel 1266 vi si svolse la celebre battaglia tra Manfredi e Carlo d’Angiò il quale restituì Benevento alla Chiesa.

Ceduta in feudo da Callisto III a Pietro Ludovico Borgia e da Alessandro VI al figlio Giovanni (1497), Benevento fu travagliata da lotte intestine fino al 1530, quando fu sottoscritto un atto di pace. Feudo della Chiesa, la città fu governata prima da un rettore, poi da un governatore, infine, dopo il Congresso di Vienna, da un Delegato Apostolico.
Pestilenze, carestie e terremoti caratterizzarono la vita della città nel Seicento. Ma a illuminare questo periodo triste e sofferto della storia cittadina, fu la figura straordinaria di quello che rimane uno dei più grandi pastori della storia della Chiesa beneventana: Vincenzo Maria Orsini. Dopo il catastrofico terremoto del 1688, il cardinale Orsini ricostruì la città a spese sue e incrementò tutte le attività, a cominciare dalla creazione del monte frumentario, che serviva soprattutto per aiutare la gente povera e combattere l’usura. Benevento fu di nuovo colpita dal sisma del 1702.

Ma ancora una volta l’Orsini si mise al lavoro, impegnandosi per una nuova ricostruzione della città, sì da essere celebrato come Alter Conditor Urbis. Successivamente, il cardinale Orsini fu eletto Papa col nome di Benedetto XIII.
Benevento fu occupata da Ferdinando IV di Borbone dal 1768 al 1774. Aderì nel 1799 alla Repubblica Partenopea. Nel 1806 divenne possesso di Napoleone, che istituì un principato ponendovi a capo Carlo Maurizio di Talleyrand-Périgord. Dopo il Congresso di Vienna (1815), Benevento tornò alla Chiesa.
In periodo risorgimentale, oltre alla Carboneria, nacque a Benevento il partito liberale, subito represso. Nel 1847 nacque anche un nuovo guelfismo, che teorizzava la costituzione di una nuova confederazione di stati. Nel 1855 scoppiava un’insurrezione contro il papato, a causa della povertà crescente per tutti, tranne che per pochi privilegiati. Nel 1860 fu costituito un comitato che auspicava l’unione di tutta l’Italia sotto il regno di Vittorio Emanuele II e costituito un battaglione di volontari per collaborare con le truppe garibaldine in arrivo.

Salvatore Rampone, uno dei capi del Comitato, indossava l’uniforme garibaldina e ordinava al delegato pontificio, monsignor Odoardo Agnelli, di lasciare la città. Finiva così la dipendenza di Benevento dallo Stato Pontificio. Dopo un plebiscito, con cui la cittadinanza sceglieva l’annessione all’Italia, un decreto del 25 ottobre del 1860, a firma del Pro-dittatore Giorgio Pallavicini, dichiarava Benevento Provincia d’Italia.
Subito si ebbero in provincia importanti movimenti insurrezionali contro le truppe governative. Questi movimenti furono repressi con una dura azione militare dei bersaglieri guidati dal generale Negri.
Nel 1943, Benevento subì terribili bombardamenti da parte degli alleati: interi quartieri furono distrutti, molte furono le vittime fra la popolazione. Ma la città dimostrò un coraggio eroico, sì da meritare da Medaglia d’oro al valor civile.

 

LUOGHI D’ INTERESSE

 

 

CHIESA DI SANTA SOFIA
Benevento exterior Santa Sofía 08.JPG
La chiesa di Santa Sofia è un edificio longobardo che risale al 760 circa, di piccole proporzioni: si può circoscrivere con una circonferenza di diametro 23,5 m. Si tratta di una delle chiese più importanti della Langobardia Minor giunta fino ai giorni nostri, notevole soprattutto per la sua originale pianta stellare e la disposizione insolita dei pilastri e delle colonne.
Restaurata in forme barocche dopo il terremoto del 1688, fu poi riportata alla sua forma originale nel 1951.
Alla chiesa è collegato un monastero che fu uno dei più importanti centri culturali dell’epoca longobarda, di cui è interessante il chiostro (ricostruito nel XII secolo); oggi è sede del Museo del Sannio. Il campanile della chiesa, ubicato all’ingresso della piazza ad essa antistante, risale al XVIII secolo.  
Dal 2011 chiesa e monastero sono parte del sito UNESCO denominato Longobardi in Italia: i luoghi del potere.  
  • Cattedrale di Sancta Maria de Episcopio (Duomo)

La facciata del duomo
Sorto nel 780, fu ampliato nel XII secolo: a quell’epoca risale la facciata in stile romanico pisano, a tre portali, sormontate da un ordine di arcate e da una loggia. Il massiccio campanile in stile gotico è invece del 1280. Nel XVIII secolo il Duomo fu ulteriormente arricchito. Fu quasi completamente distrutto durante i bombardamenti alleati del 1943: dell’edificio rimasero soltanto il campanile, la facciata e la Cripta con i suoi affreschi. Altra importante testimonianza della vecchia cattedrale è porta di bronzo del XII secolo, la Janua Major, composta da 72 formelle con bassorilievi, i cui frantumi sono stati sapientemente ricomposti nel dopoguerra.
L’edificio attuale, di aspetto moderno, è stato completato nel 1965 e successivamente restaurato tra il 2005 ed il 2012: in quest’occasione è stato allestito un percorso ipogeo fra i resti del foro romano, sopra i quali era stato costruito l’edificio di culto.
  • Basilica di San Bartolomeo Apostolo

Chiesa di San Bartolomeo

La basilica nacque nell’839 per ospitare le spoglie di san Bartolomeo apostolo, giunte in città l’anno precedente. Fu ampliata nel XII secolo, ma crollò con il terremoto del 1688. Fu quindi ricostruita in un luogo diverso dall’originale, in forme barocche, su progetto di Filippo Raguzzini; e continua a conservare la maggior parte delle reliquie del santo. Al suo interno si trovano interessanti tele settecentesche.

 Arco di Traiano

Teatro romano: vista degli ordini da sud

Ponte Leproso

La fontana delle Catene, dedicata a Papa Orsini
CANTI POPOLARI
Canto della luna
Luna, Luna nova Luna, Luna nuova
mèname quatt’ ove buttami quattro uova
menammellè nzino, buttamele in braccio,
che te faccio i tagliulini; che ti faccio i tagliolini;
e t’e faccia c’a ricotta, e te li faccio con la ricotta,
trasettènne ca è fatto notte. rientra che è fatto notte.
Alle Lucciole
Cucciola ova anna cca Lucciola vieni qua
ca te voglie mmaretà che ti voglio maritare
e te mette dinto l’acito e ti voglio mettere nell’aceto
e te trove nu bello marito. così ti trovo un bel marito.

 

 

DIALETTI

I dialetti più diffusi e più parlati oltre a quello beneventano sono:

  • Dialetto Apicese;
  • Dialetto Montesarchiese;
  • Dialetto Sangiorgese;
  • Dialetto Telesino.
  • Dialetto Cusanese

 

MUSEI

  • Museo del Sannio
È il principale museo di Benevento, allestito nella Rocca dei Rettori, che ospita la sezione storica, e nel chiostro della chiesa di Santa Sofia. Qui si trovano importanti reperti di epoca sannitica, romana, longobarda, e una serie di opere d’arte dei secoli dal XVI al XX; inoltre una raccolta numismatica e di volumi e documenti antichi. Nel Museo del Sannio sono conservati molti reperti provenienti dall’antico Egitto, riguardanti soprattutto il culto della dea Iside che a Benevento era molto sentito in età imperiale.
  • Museo Diocesano
Il Museo Diocesano è una raccolta di quanto è stato possibile salvare dalla distruzione del duomo di Benevento durante la seconda guerra mondiale. È situato nella sua cripta, che in realtà è la prima chiesa su cui poi fu elevata la cattedrale. Oltre a conservare antichi affreschi, ospita la cattedra vescovile detta di San Barbato, e quanto rimane dei tumuli dei principi longobardi una volta situati in piazza Duomo.
  • Museo d’Arte Contemporanea Sannio (ARCOS)
L’ARCOS, inaugurato il 25 giugno 2005, si trova nel piano seminterrato del Palazzo del Governo; oltre a possedere un’esposizione permanente, organizza periodicamente mostre tematiche con opere dei grandi dell’arte contemporanea. Vi sono esposizioni anche al Palazzo Paolo V;
  • Museo Strega
È un museo privato dedicato al liquore Strega, uno dei simboli di Benevento. Inaugurato il 14 giugno 1999, si trova presso lo stabilimento produttivo dell’Alberti, di fronte alla stazione ferroviaria. Tra i suoi primi visitatori vi furono Dacia Maraini e Lina Wertmüller. Il Museo è visitato giornalmente dalle scuole e dai turisti italiani ed esteri. È suddiviso in: sezione storica; sala delle erbe, con la cassettiera contenente tutte le 76 erbe del liquore Strega; sala degli alambicchi; sala delle imitazioni; sala del Premio Strega; sala dei ricordi; sala dei manifesti.
  • Museo della tecnica e del lavoro in agricoltura (MUSA)
Si trova nella contrada San Cumano. Oltre a ricostruzioni degli ambienti di una casa contadina, esso è principalmente una mostra dei macchinari usati in agricoltura nel corso della storia.

 

PERSONE LEGATE A BENEVENTO

  • Antonio Abete (1905-1987), imprenditore;
  • Guido Alberti (1909-1996), imprenditore e attore;
  • Amedeo Ambron (1939), pallanuotista;
  • Luca Aquino (1974), musicista;
  • Antonio Barbieri (1952), politico;
  • Benedetto da Benevento (ca. 970 – 1003), santo protomartire di Polonia;
  • Mennato Boffa (1929-1996), pilota automobilistico;
  • Francesca Boscarelli (1982), schermitrice;
  • Giambattista Bosco Lucarelli (1881-1954), avvocato ed onorevole;
  • Alessandro Bruno (1983), calciatore;
  • Giuseppe Calicchio (1975), rugbista;
  • Bartolomeo Camerario (1497-1564), giurista;
  • Carlo Canna (1992), rugbista;
  • Teodorico Caporaso (1987), atleta;
  • Francesco Saverio Caruso (1974), politico e docente universitario;
  • Maurizio Ciampi (1972), arbitro di calcio;
  • Nicola Ciotola (1984), calciatore;
  • Pio Colonnello (1951), filosofo e docente universitario;
  • Luigi Corino (1966), allenatore ed ex calciatore;
  • Fabrizio D’Aloia (1964), ingegnere;
  • Tommaso D’Apice (1988), rugbista;
  • Bruno D’Argenio (1935) geologo;
  • Raffaele De Caro (1883-1961), avvocato e ministro;
  • Gaetano de Martini (1840-1917), pittore;
  • Oriana De Fazio (1922), atleta;
  • Nunzia De Girolamo (1975), politica e ministro;
  • Marcello De Stefano (1929), regista;
  • Umberto Del Basso De Caro (1953), politico;
  • Luca Dello Iacovo (1980-2013), giornalista;
  • Palmiro Di Dio (1985), calciatore;
  • Nicola Formichella (1975), politico e giornalista;
  • Niccolò Franco (1515-1570), poeta e scrittore;
  • San Gennaro (272-315), vescovo e martire;
  • Carmelo Imbriani (1976-2013), calciatore;
  • Antonio Lepore (1897-1974), avvocato e senatore;
  • Dino Lombardi (1990), pilota motociclistico;
  • Vincenzo Maltempo (1985), pianista;
  • Vittorio Marsiglia (1943), attore;
  • Luca Martinelli (1989), rugbista;
  • Paola Mauriello (1981), cestista;
  • Biagio Meccariello (1991), calciatore;
  • Ferdinando Meomartini (1908-2003), giornalista e pilota automobilistico;
  • Pasquale Meomartini (1910-1987), politico e dirigente sportivo;
  • Giuseppe Moscati (1880-1927), medico diventato Santo;
  • Carmine Nardone (1947), politico e docente;
  • Carlotta Nobile (1988-2013), storica dell’arte, violinista, scrittrice e blogger;
  • Corrado Ocone (1963), filosofo;
  • Lucio Orbilio Pupillo (113 a.C.-13 a.C.), grammatico e didatta;
  • Ginestra Paladino (1974), attrice;
  • Salvatore Parrillo (1992), cestista;
  • Alfredo Pastore (1934), ex calciatore;
  • Fausto Pepe (1963), politico;
  • Salvatore Perugini (1978), rugbista;
  • Stefania Pirozzi (1993), nuotatrice;
  • Salvatore Rampone (1962), scienziato;
  • Loredana Romito (1965), attrice;
  • Gaetano Rummo (1853-1917), medico e politico;
  • Antonio Sancho di Benevento (s. XVI), artista del rinascimento spagnolo;
  • Fernando Santosuosso (1926), magistrato;
  • Luisa Striani (1978), nuotatrice;
  • Nazzareno Tarantino (1979), calciatore;
  • Federico Torre (1815-1892), politico;
  • Stefano Tremigliozzi (1985), atleta;
  • Mario Vetrone (1914-1981), fisico, matematico e politico;
  • Valerio Vicerè (1985), rugbista;
  • Pasquale Viespoli (1955), politico;
  • Alfredo Zazo (1889-1987), storico;
  • Carlo Zotti (1982), calciatore;

 

QUARTIERI

La città di Benevento è suddivisa in otto quartieri, o rioni, con rispettivi consigli di quartiere:

  • Quartiere 1 “Centro storico”
  • Quartiere 2 “Mellusi – Atlantici”
  • Quartiere 3 “Pacevecchia”
  • Quartiere 4 “Ferrovia”
  • Quartiere 5 “Porta Rufina”
  • Quartiere 6 “Libertà”
  • Quartiere 7 “Capodimonte – Ponticelli”
  • Quartiere 8 “Pietà – Avellola”

 

SPORT

Calcio

La coreografia giallorossa dei tifosi del Benevento allo Stadio Ciro Vigorito

Il Benevento Calcio, fondato nel 1929, è stato promosso per la prima volta nella sua storia in Serie B il 30 aprile 2016. L’altra squadra della città è il Forza e Coraggio Benevento, che milita nella Prima Categoria Campania.

Per quanto riguarda il calcio a 5 è presente il Virtus Benevento Calcio a 5, sciolta nel 2007, che ha disputato un campionato di Serie A2. Le altre squadre sono il Maleventum, che gioca in Serie C1 e gli Stregoni Five Soccer in Serie C2.

Karate

Il Karate a Benevento si divide in più società. La più famosa è la Seishinkan Benevento fondata nel 1998.

Rugby

Il Rugby Benevento, nato nel 1966, è stato campione italiano under15 nel campionato 2005/2006 e campione italiano under19 nel 2006/2007. L’Unione Rugby Sannio, nata nel 1998 dalla scissione di alcuni soci del Rugby Benevento, milita in serie B.

 

Basket

Le principali società cestistiche sono la Magic Team 92 Benevento che ha disputato come massimo campionato, la Serie B, la Meomartini Benevento e la Pallacanestro Benevento che militano nella serie C2;

Ciclismo

Per diverse volte Benevento è stata sede di arrivo di tappa del Giro d’Italia, la prima nel 1925, l’ultima nel 2016:

  • 1925 7ª tappa Bari-Benevento, vinta da Costante Girardengo.
  • 1965 4ª tappa Rocca di Cambio-Benevento, vinta da Adriano Durante.
  • 1971 3ª tappa Potenza-Benevento, vinta da Ercole Gualazzini.
  • 1973 11ª tappa Lanciano-Benevento, vinta da Roger De Vlaeminck.
  • 1978 7ª tappa Silvi Marina-Benevento, vinta da Giuseppe Saronni.
  • 2002 10ª tappa Maddaloni-Benevento, vinta da Robbie McEwen.
  • 2009 18ª tappa Sulmona-Benevento, vinta da Michele Scarponi.
  • 2015 9ª tappa Benevento-San Giorgio del Sannio.
  • 2016 5ª tappa Praia a Mare-Benevento

 

Altri sport

  • La squadra maschile cittadina di pallamano gioca in serie A1;
  • Le squadre cittadine principali di pallavolo sono entrambe femminili: la A.S. Benevento Volley e l’Accademia Volley Benevento, che giocano entrambe in serie B;
  • La principale società di atletica è la Libertas Amatori Atletica Benevento, nata nel 1978.
  • È beneventana Francesca Boscarelli, campionessa europea ed italiana di spada

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