Vuelta a Espana: De Marchi vince, Aru è leader, Rodriguez c’è


L'urlo di Alessandro De Marchi nella nebbia. Afp
Il friulano della Bmc corona col successo una giornata trascorsa in fuga insieme a Puccio, Cherel (Ag2r), Rojas (Movistar) e Quintero (Team Colombia). La battaglia degli scatti parte a 4 km dal traguardo, quando i fuggitivi hanno ormai un margine di sicurezza sul gruppo di oltre 6 minuti. In due occasioni è il francese Cherel a provare l’allungo. De Marchi ricuce, mostrando di avere la vittoria nelle gambe. Arriva infatti lo scatto decisivo del “rosso di Buja”, che si lascia alle spalle anche Salvatore Puccio e trova il successo dopo una stagione tormentata dagli infortuni. Proprio alla Vuelta 2014, alla tappa di Alcaudete, era arrivato il suo ultimo trionfo: “Ma quest’anno è diverso — spiega Alessandro, riferendosi agli infortuni che lo hanno tenuto lontano dalle corse —. Dopo la primavera che ho passato non avrei mai pensato di vincere. Era molto difficile prendere la fuga e arrivare. Poi tutti mi guardavano e aspettavano le mie mosse: è stato ancora più difficile, ma è stato molto bello. Ho chiuso due volte su Cherel, se non lo avessi fatto, avrebbe vinto lui: era il più fresco. Sono stato fortunato nel muovermi, è andata bene”.
Fabio Aru sorride sul podio: la maglia rossa è ancora sulle sue spalle. Afp
Poi c’è “l’altra tappa”, quella per la classifica generale. Qua è proprio Fabio Aru il primo a fare saltare il tappo quando mancano 3,5 km al traguardo. L’Astana aveva preso la testa della corsa con Luis Leon Sanchez, prima, e Dario Cataldo, poi. L’attacco del sardo arriva puntuale, solo Quintana in un primo momento riesce a tenere la ruota, poi tornano sotto anche Rodriguez, Chaves, Pozzovivo e Majka. È allora il colombiano della Movistar, re del Giro 2014 e due volte secondo al Tour, a rilanciare l’azione, portandosi a dietro Purito Rodriguez. All’arrivo Quintana è sesto e guadagna 7” su Aru: ora in classifica è a 3′ dalla maglia rossa, ma sembra avere pienamente recuperato le forze dopo la febbre dei giorni scorsi. Settimo Rodriguez, che però strappa ad Aru solo 1” e nella generale è ancora a 26” di distanza. E ora il segno più: Aru, nono con lo stesso tempo di Chaves, rifila 5” a Majka e Pozzovivo, ma soprattutto 19” a Dumoulin, il rivale più insidioso in vista della crono di Burgos. L’olandese è sempre terzo in classifica, ma a 49” di distanza. “Nairo è un grande campione, non si scopre di certo oggi — commenta Aru a fine tappa —. Ha fatto un bel rientro. Io ora devo recuperare per i prossimi due giorni duri”. Domani quindicesima tappa Comillas-Sotres. Cabales, 175,8 km. Si sale ancora: 2 gpm e l’arrivo sull’Alto de Sotres (categoria 1) tutto con il naso all’insù.
da “La Gazzetta dello Sport”

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