Vuelta a Espana, Landa vince e Aru diventa leader


Undicesima tappa della Vuelta a Espana: l’Astana domina, Quintana fermato dalla febbre, Froome naufraga e Tinkoff perde le staffe

  

Festa in casa Astana nell’undicesima tappa della Vuelta a España 2015. Il basco Mikel Landa ha vinto in solitaria sul traguardo di Cortals d´Encamp, finalizzando una fuga nata nelle prime battute. Alle sue spalle si è piazzato uno strepitoso Fabio Aru che é riuscito a fare la differenza, staccando tutti i diretti avversari per la vittoria finale. Ha completato il podio di giornata Ian Boswell del Team Sky davanti a Daniel Moreno (Katusha) e Joaquim Rodriguez (Katusha). Sono crollati invece Alejandro Valverde (Movistar) e soprattutto Nairo Quintana debilitato dalla febbre (Movistar) e Chris Froome (Sky), ch é caduto nelle prime fasi di tappa, che hanno perso rispettivamente più di 4 e 8 minuti. Per Aru l’appuntamento con la vittoria in questa Vuelta è stato quindi rimandato, ma intanto per lui é arrivata la gioia della maglia rossa di leader della classifica generale. 

Subito dopo la partenza si sono susseguiti gli attacchi in testa al gruppo. I primi a muoversi e guadagnare terreno sono stati: Romain Sicard (Europcar) e Darwin Atapuma (BMC), sui quali sono rientrati  in un secondo momento Omar Fraile (Caja Rural – Seguros RGA), Nelson Oliveira (Lampre – Merida) e Jerome Coppel (IAM). I cinque hanno scollinato la Collada de Beixalis con una ventina di secondi su Pawel Poljanski (Tinkoff-Saxo), Javier Moreno (Movistar), Matteo Montaguti (Ag2r La Mondiale), Ian Boswell (Team Sky), Mikel Landa (Astana), Alberto Losada (Katusha), Rubén Plaza (Lampre-Merida), Damien Howson (Orica GreenEdge), Romain Hardy (Cofidis), Carlos Verona (Etixx – QuickStep) e Imanol Erviti (Movistar), mentre il gruppo, nel quale non è presente Chris Froome (Sky), vittima di una caduta al chilometro 4, accusa un ritardo di 1 minuto. 
Lungo la discesa i due drappelli in avanscoperta si sono ricompattati e, da dietro, sono rientrati anche George Bennett (Lotto NL – Jumbo), José Gonçalves (Caja Rural – Seguros RGA) e Mickael Cherel (AG2R La Mondiale) formando così un gruppo di 19 corridori. Alle loro spalle, il plotone ha rallentato, permettendo anche a Froome di rientrare. Il Kenyano Bianco non ha perso tempo e, dopo aver ripreso le prime posizioni del gruppo, ha messo i suoi compagni di squadra a scandire un ritmo regolare. 

Lungo la seconda discesa di giornata ha allungato lo spagnolo Erviti che ha preso la salita di Puerto de la Rabassa, terza difficoltà in programma, con una cinquantina di secondi sugli ex-compagni di fuga. L’azione dello spagnolo é durata una ventina di chilometri ed é stata annullata poco dopo lo scollinamento, mentre il gruppo continuava a controllara la situazione dietro. 

Si é arriva così sul Coll de la Gallina, l’ascesa più dura, e subito si é accende la miccia tra i battistrada. Il primo a muoversi è stato Alberto Losada, ma il suo tentativo é stato prontamente annullato. Poco dopo si é mosso Jerome Coppel sul quale sono  rientrati Romain  Sicard, Ian Boswell, Pawel Poljanski, Mikel Landa, Darwin Atapuma, Nelson Oliveira e Omar Fraile. Alle spalle dei battistrada, il plotone era guidato da Dario Cataldo del team Astana con 5 minuti di ritardo.  L’azione dell’abruzzese ha messo subito in difficoltá corridori di spessore come Andrew Talansky (Cannondale – Garmin), Samuel Sanchez (BMC), Nicolas Roche (Sky) e, soprattutto, Chris Froome che ha pagato le conseguenze della caduta di cui é stato vittima in precedenza. Il britannico ha cerca di salire regolare, tuttavia metro dopo metro il ritardo si é dilatato, fino a divenire incolmabile. Si é arriva così al GPM con il ristretto drappello dei battistrada che ha conservato un buon margine, nei confronti di un gruppo forte di 18 unità, all’interno del quale figurano Dario Cataldo, Luis León Sánchez, Fabio Aru, Diego Rosa (Astana), Alejandro Valverde, Nairo Quintana (Movistar), Joaquim Rodríguez, Daniel Moreno (Katusha), Rafal Majka (Tinkoff-Saxo), Esteban Chaves (Orica-GreenEdge), Tom Dumoulin (Giant-Alpecin), Mikel Nieve (Team Sky), Rodolfo Torres (Team Colombia), Fabrice Jeandesboz (Europcar), Joe Dombrowski (Cannondale-Garmin), Domenico Pozzovivo (Ag2r La Mondiale), Gianluca Brambilla (Etixx-Quick Step) e Louis Meintjes (MTN-Qhubeka). La discesa, molto tecnica, ha  stimolato gli attacchi e ad approfittarne sono stati Joaquim Rodriguez, Daniel Moreno e Alejandro Valverde che hanno allungano, trovando per strada Javier Moreno e Alberto Losada, reduci dalla fuga. L’azione è stata interessante, ma sull’Alto de la Comella sono rientrati gli altri uomini di classifica e il gruppo si é ricompattato

Si é arriva così ai piedi dell’ascesa finale verso Cortals de Encamp. Nel gruppo di testa il primo a scattare è stato il portoghese Nelson Oliveira, sul quale si é riporta immediatamente Mikel Landa che, senza indugiare un attimo, ha deciso di proseguire da solo, iniziando una lunga cavalcata solitaria fino al traguardo. Il ritmo del basco è stato insostenibile  per tutti gli ex-battistrada e nessuno é riesce a rientrare. Dal plotone il primo scatto é arrivato dal sardo Fabio Aru che, come il compagno di squadra in fuga, non perde tempo e vuole sfruttare ogni metro di salita. L’azione del sardo fa esplodere la corsa e i soli Daniel Moreno e Joaquim Rodriguez sono riusciti a riportarsi sulla sua ruota, mentre  l’olandese Tom Dumoulin ha preferito salire del proprio passo, tenendosi sulla ruota Chaves, Rosa e Valverde. Davanti all’olandese si é formato un terzetto composto da Majka, Nieve e Quintana, con quest’ultimo che, dopo aver fatto uno sforzo per tentare di chiudere il buco, ha ceduto di schianto andando a perdere diverso terreno. Medesimo destino é toccato a Valverde, lontano dalla migliore condizione. In tutto questo, è stato Aru il più brillante: il 25enne di Villacidro ha piazza un secondo allungo a 6 chilometri dall’arrivo e questa volta nessuno è stato in grado di rispondere. Per luié iniziata una cronoscalata grazie alla quale, metro dopo metro, é riuscito ad incrementare il proprio vantaggio sugli avversari, andando a riprendere i fuggitivi della prima ora. L’unico che ha resistito alla sua rimonta è Landa che é giunto tutto solo al traguardo, mentre il sardo si é dovuto”accontentare” del primato in classifica generale.

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